Centosei anni da compiere il 16 marzo, una vita spesa tra la Liguria, la Scozia e un pianoforte. Gianna Capaldi Pratesi è stata la prima ospite d’onore sul palco dell’Ariston nella prima serata del Festival di Sanremo 2026, portando con sé otto decenni di storia repubblicana italiana. Nuotatrice, pittrice, pianista, una signora vitale e piena di energia, testimone di uno dei momenti chiave della nostra Storia.
Il 2 giugno 1946, quando gli italiani furono chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica con il primo referendum a suffragio universale della storia del Paese, tra coloro che posarono la matita sulla scheda c’era anche Gianna Pratesi. Aveva poco più di vent’anni, e quella croce rappresentava molto più di una semplice preferenza elettorale: era il segno di una generazione che aveva attraversato il fascismo, la guerra e la Resistenza, e che ora poteva, per la prima volta (senza rossetto), decidere del proprio futuro.

“Finalmente era finita una pagina buia, cambiava tutto, è cambiato tutto“. Parole raccontate al quotidiano La Repubblica, che condensano in poche sillabe il peso di quegli anni. Il padre di Gianna, dichiaratamente antifascista, trovava rifugio tra gli orti della Val Graveglia per tenersi lontano dal regime. I nonni erano garibaldini. Il fratello rischiò la fucilazione per mano nazifascista e si salvò quasi per miracolo, grazie a un dettaglio: indossava gli scarponi da montagna, identici a quelli dei partigiani.
A ventotto anni partì per la Scozia, dove lavorò come gelataia, portando un mestiere tipicamente italiano nel cuore del Nord Europa. Un’esperienza che racconta di una donna capace di reinventarsi, di attraversare confini geografici e culturali con una naturalezza che oggi stupisce quanto allora doveva essere audace.
Tornata in Italia, Pratesi ha continuato a coltivare le proprie passioni con la stessa energia. Musicista, ha fatto del pianoforte il suo strumento preferito, con La vie en rose di Édith Piaf come brano del cuore. Cantante, pittrice, la prima donna a entrare nel collettivo regionale di pittori liguri, la sua casa di Chiavari è circondata dai propri dipinti, come una galleria d’arte personale costruita anno dopo anno.
Sollecitata dalle domande del conduttore Carlo Conti sul referendum del ’46 e sul suo straordinario percorso, Gianna Pratesi ha ricevuto un bouquet di fiori da Laura Pausini. “Leggo tre giornali tutte le mattine, senza occhiali“, ha raccontato tra gli applausi. Regalando un messaggio ai giovani: “Non dovrebbero essere severi con gli altri, dovrebbero capire com’è la vita. Bisogna volere bene“.
