Giovanni Storti, membro storico del trio comico Aldo Giovanni e Giacomo, ha scelto l’ironia per esprimere la sua posizione sul referendum del 22-23 marzo che dovrà confermare la riforma della giustizia disegnata dal ministro Nordio. Con un video pubblicato sul suo profilo Instagram ufficiale, l’attore milanese ha spiegato le sue perplessità su uno dei meccanismi centrali della riforma: il sorteggio dei magistrati.
Nel filmato, Storti simula la preparazione di un nuovo progetto cinematografico con i suoi storici partner Aldo e Giacomo. “Devo girare un nuovo film con Aldo e Giacomo, questa volta ci siamo detti: perché anziché sceglierli non estraiamo a sorte gli altri attori?”, esordisce l’attore con tono provocatorio. La gag prosegue mettendo in evidenza l’assurdità di affidarsi al caso per scegliere professionisti che dovrebbero essere selezionati in base a competenze e merito.
“Perché scegliere gli attori? Ma estraiamoli a sorte tra le migliaia che ci sono in Italia! Ma vi sembra sensato? Questa è la proposta del governo per la nuova riforma della giustizia”, afferma Storti nel video, rendendo immediatamente comprensibile al grande pubblico uno dei punti più discussi della riforma.
La riforma della giustizia proposta dal governo prevede infatti una profonda riorganizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura. Con l’approvazione della riforma, al posto dell’attuale CSM nascerebbero un’Alta corte e due consigli superiori della magistratura separati: uno per la magistratura giudicante e uno per la requirente. I membri di questi organismi sarebbero estratti a sorte: un terzo tra professori ordinari in materie giuridiche indicati dall’esecutivo e due terzi tra magistrati giudicanti e requirenti.
Nel video, che dura poco meno di due minuti, Storti tocca anche un secondo aspetto critico della riforma: il meccanismo di selezione dei membri laici, che di fatto sarebbero scelti dalla politica nonostante la forma apparente del sorteggio. “È un azzardo molto pericoloso, per cui al referendum votate no”, conclude l’attore.
Giovanni Storti è da anni impegnato, oltre che nel mondo dello spettacolo, in battaglie sociali e ambientali, come quella contro la caccia. Questa presa di posizione pubblica si inserisce in un dibattito che sta coinvolgendo numerosi esponenti del mondo della cultura, del diritto e della società civile, divisi tra chi sostiene la necessità di riformare profondamente la giustizia italiana e chi ritiene questa riforma un rischio per l’indipendenza della magistratura. Il video ha rapidamente iniziato a circolare sui social network e sulle piattaforme di messaggistica, diventando virale.



