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Home » Attualità » Gli Epstein Files mettono nei guai Keir Starmer? Il primo ministro inglese rischia il posto per il caso Mandelson

Gli Epstein Files mettono nei guai Keir Starmer? Il primo ministro inglese rischia il posto per il caso Mandelson

Il premier britannico Keir Starmer affronta una crisi politica dopo le rivelazioni sui legami tra Peter Mandelson e Jeffrey Epstein.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino5 Febbraio 2026
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Keir Starmer
Keir Starmer (fonte: YouTube)

Il primo ministro britannico Keir Starmer sta attraversando quella che potrebbe essere la crisi più seria della sua carriera politica. Tutto ruota attorno a una decisione che ora si rivela disastrosa: la nomina di Peter Mandelson come ambasciatore britannico negli Stati Uniti nel 2024. Mandelson è un veterano della politica britannica, figura storica del Partito Laburista che negli anni Novanta ha contribuito a trasformare il partito in una forza elettorale vincente insieme a Tony Blair e Gordon Brown. La sua carriera, però, è sempre stata segnata da scandali e dimissioni. Il suo soprannome, “Principe delle Tenebre”, riflette tanto le sue capacità politiche quanto la sua tendenza a frequentare persone influenti e ricche.

Il problema nasce dal rapporto tra Mandelson e Jeffrey Epstein, il finanziere americano condannato nel 2008 per reati sessuali che coinvolgevano minori e morto suicida in carcere nel 2019. La loro amicizia era nota da tempo, ma giovedì 5 febbraio 2026 Starmer ha ammesso pubblicamente davanti al Parlamento di aver saputo di questo legame prima di nominare Mandelson ambasciatore. “Sapevo che Mandelson conosceva Epstein,” ha dichiarato il premier, “ma nessuno di noi conosceva la profondità e l’oscurità di quella relazione.”

Secondo Starmer, Mandelson ha mentito ripetutamente durante il processo di selezione, minimizzando il rapporto con Epstein e facendo credere di conoscerlo appena. La situazione è esplosa questa settimana quando il Dipartimento di Giustizia americano ha rilasciato oltre tre milioni di documenti legati a Epstein. Questi file rivelano che Mandelson non solo continuò l’amicizia con il finanziere dopo la condanna del 2008, ma potrebbe aver condiviso con lui informazioni governative riservate e sensibili per i mercati finanziari durante la crisi economica del 2008-2010.

All’epoca Mandelson era ministro degli Affari economici nel governo di Gordon Brown. Le email mostrano che passava a Epstein dettagli su piani di salvataggio bancario, vendite di beni statali e altre informazioni che potevano valere milioni sul mercato azionario. Inoltre, documenti bancari suggeriscono che Epstein abbia versato 75.000 dollari a Mandelson e al suo compagno tra il 2003 e il 2010.

Primo piano di Jeffrey Epstein
Primo piano di Jeffrey Epstein (fonte: YouTube)

Starmer ha già licenziato Mandelson nel settembre 2025, dopo una prima ondata di rivelazioni. Ora l’ex ambasciatore si è dimesso dalla Camera dei Lord e dal Partito Laburista, ed è sotto indagine penale da parte della polizia di Londra per possibile abuso di funzioni pubbliche. Il re Carlo III lo ha rimosso dall’elenco dei Consiglieri Privati della Corona.

Ma il danno maggiore lo subisce Starmer stesso. La leader conservatrice Kemi Badenoch ha dichiarato che è solo questione di tempo prima che il premier lasci l’incarico. Anche all’interno del Partito Laburista la rabbia cresce: alcuni parlamentari parlano apertamente di dimissioni “inevitabili”. Le elezioni locali di maggio 2026 potrebbero rappresentare il momento critico per una sfida alla sua leadership.

Oggi, davanti alle telecamere, Starmer si è rivolto direttamente alle vittime di Epstein: “Sono dispiaciuto. Dispiaciuto per quello che vi è stato fatto. Dispiaciuto per aver creduto alle bugie di Mandelson e averlo nominato.” Ha promesso che il Regno Unito “perseguirà la verità” e non permetterà ai potenti di sfuggire alla giustizia.

Il premier ha anche difeso il suo capo di gabinetto Morgan McSweeney, che aveva fortemente sostenuto la nomina di Mandelson. L’opposizione chiede ora il suo licenziamento, ma Starmer ha ribadito di avere “piena fiducia” in lui.

Il contrasto con la situazione americana è stridente. Mentre Starmer rischia la carriera politica, il presidente Donald Trump, il cui nome compare in alcuni documenti investigativi su Epstein, non affronta alcuna conseguenza. Non ci sono prove di illeciti da parte sua e il Dipartimento di Giustizia ha chiuso il caso senza ulteriori azioni penali. Quando una giornalista gli ha chiesto un commento, Trump ha risposto: “È tempo che il Paese passi ad altro.”

Gli analisti politici vedono in questa differenza il riflesso della diversa forza politica dei due leader. Le istituzioni britanniche dedicate alla responsabilità democratica stanno funzionando, mentre Trump controlla il Dipartimento di Giustizia e il Congresso repubblicano, risultando praticamente immune da controlli simili.

Lo scandalo Epstein ha toccato anche la famiglia reale: re Carlo ha tolto i titoli reali al fratello, l’ex principe Andrea, amico di Epstein, costringendolo a lasciare la sua residenza nel castello di Windsor. Negli Stati Uniti, Brad Karp, presidente di un importante studio legale, si è dimesso dopo che nuovi documenti hanno mostrato suoi scambi di email con Epstein fino al 2019.

Il Parlamento britannico ha chiesto la pubblicazione di tutti i documenti relativi alla nomina di Mandelson. Il governo ha accettato, ma vuole trattenere i file che potrebbero danneggiare la sicurezza nazionale o le relazioni internazionali. La polizia metropolitana ha chiesto di non diffondere documenti che potrebbero compromettere le indagini penali in corso.

Per Starmer, le prossime settimane saranno decisive. Come ha scritto il corrispondente politico della BBC Chris Mason, il clima è quello di “un primo ministro che lotta per il suo futuro con le spalle al muro.” Lo scandalo Epstein, quasi sette anni dopo la morte del finanziere, continua a produrre onde d’urto nella politica globale.

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