La Corte Suprema degli Stati Uniti si è riunita venerdì in una conferenza privata per decidere se accettare di esaminare un caso che potrebbe rimettere in discussione il matrimonio tra persone dello stesso sesso, legalizzato nel paese esattamente dieci anni fa. Al centro della vicenda c’è Kim Davis, l’ex impiegata della contea di Rowan nel Kentucky che nel 2015 è finita in carcere per sei giorni dopo essersi rifiutata di rilasciare licenze matrimoniali a coppie gay, sostenendo di agire secondo la sua fede religiosa.
Davis, che nella sua vita ha divorziato tre volte ed è stata sposata quattro, è diventata nel tempo una delle più tenaci sostenitrici del cosiddetto matrimonio biblico. Quando David Ermold e David Moore si sono presentati al suo ufficio per ottenere la licenza matrimoniale, dunque, dice loro che sta agendo sotto l’autorità di Dio e suggerisce di rivolgersi a un’altra contea. La coppia l’ha citata in giudizio e nel 2023 una giuria ha stabilito che la Davis doveva versare 100mila dollari di risarcimento per danni emotivi a Moore e Ermold, oltre a 260mila dollari per le spese legali.

Dopo aver perso l’appello presso la Corte d’Appello del Sesto Circuito lo scorso marzo, Davis ha presentato una petizione alla Corte Suprema lo scorso luglio. Non è la prima volta che tenta questa strada. Nella sua richiesta, l’ex impiegata sostiene che la clausola sul libero esercizio della religione contenuta nel Primo Emendamento la protegge dalla responsabilità personale per il rifiuto di rilasciare le licenze. Ma soprattutto, la petizione di Davis definisce la storica sentenza Obergefell contro Hodges del 2015 come gravemente errata e chiede che venga ribaltata.
Quella sentenza aveva stabilito che le coppie dello stesso sesso hanno il diritto fondamentale al matrimonio secondo il Quattordicesimo Emendamento della Costituzione americana, legalizzando di fatto i matrimoni gay in tutti gli Stati Uniti. Prima di quella decisione, 35 stati avevano divieti statutari o costituzionali sui matrimoni tra persone dello stesso sesso, mentre solo otto stati avevano emanato leggi che li permettevano esplicitamente.
Durante le conferenze private che si tengono il mercoledì e il venerdì, i giudici della Corte Suprema discutono liberamente i casi in sospeso e decidono se accettarli per una revisione completa. Secondo la regola del quattro, se almeno quattro giudici votano a favore della petizione di Davis, la Corte accetterà di esaminare il caso e i suoi avvocati potrebbero un giorno presentare direttamente ai giudici gli argomenti per ribaltare la sentenza Obergefell durante udienze pubbliche.
Ci sono motivi per credere che almeno due giudici della maggioranza conservatrice di sei contro tre della Corte potrebbero votare a favore dell’accettazione del caso. Quando la Corte respinse la prima petizione di Davis nel 2020, i giudici Clarence Thomas e Samuel Alito scrissero una dichiarazione in cui lasciavano intendere di essere aperti a smantellare Obergefell, che secondo loro aveva avuto conseguenze rovinose per la libertà religiosa.
Il mese scorso, tuttavia, durante una conferenza accademica a Washington, Alito ha dichiarato di non suggerire che Obergefell debba essere ribaltata, affermando invece che l’esito di quella sentenza è un precedente della Corte che merita il rispetto garantito dalla dottrina dello stare decisis, il principio legale secondo cui la Corte deve seguire i precedenti. Nella sua lunga storia, la Corte Suprema ha infranto questo principio solo 145 volte, incluso il famoso caso del 2022 quando ribaltò Roe contro Wade eliminando il diritto federale all’aborto.
La petizione di Davis, dunque, arriva mentre gli oppositori conservatori del matrimonio tra persone dello stesso sesso stanno portando avanti una rinnovata campagna per rovesciare il precedente legale e permettere a ogni stato di stabilire la propria politica. Nel 2025, almeno nove stati hanno introdotto legislazioni volte a bloccare nuove licenze matrimoniali per persone LGBTQ o approvato risoluzioni che chiedono alla Corte Suprema di ribaltare l’Obergefell alla prima occasione, secondo il gruppo di difesa Lambda Legal. Il mese scorso, i tribunali del Texas hanno adottato nuove regole che permettono ai giudici di rifiutarsi di celebrare cerimonie matrimoniali per coppie dello stesso sesso se ciò violerebbe una convinzione religiosa sinceramente sostenuta.
Nel caso in cui la sentenza venisse ribaltata in futuro, la legge del 2022 chiamata Respect for Marriage Act, richiederebbe comunque al governo federale e a tutti gli stati di riconoscere i matrimoni legali di coppie dello stesso sesso e interrazziali celebrati in qualsiasi stato, anche se ci fosse un cambiamento futuro nella legge. I matrimoni già celebrati non verrebbero invalidati, hanno sottolineato gli esperti legali. Le prossime mosse dopo l’incontro privato dei giudici con Davis saranno probabilmente rese pubbliche nei prossimi giorni. I giudici potrebbero negare immediatamente il caso, cosa che potrebbe essere annunciata già lunedì, oppure il caso potrebbe passare attraverso una seconda revisione privata.



