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Home » Attualità » I comici russi che hanno ingannato Meloni colpiscono ancora: beffa alla vicepresidente Ue sul caso Biennale

I comici russi che hanno ingannato Meloni colpiscono ancora: beffa alla vicepresidente Ue sul caso Biennale

Vovan e Lexus beffano la vicepresidente UE Virkkunen con uno scherzo telefonico sulla Biennale di Venezia.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti17 Aprile 2026
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L'esterno della Biennale
L'esterno della Biennale (Depositphotos)

Vovan e Lexus, i celebri comici russi che nel novembre 2023 avevano messo in imbarazzo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni con uno scherzo telefonico spacciandosi per leader africani, hanno colpito di nuovo. Questa volta la vittima è Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea, caduta nella trappola dei due provocatori durante una conversazione legata alla partecipazione russa alla Biennale d’arte di Venezia.

I comici, i cui veri nomi sono Vladimir Kuznetsov (Vovan) e Alexey Stolyarov (Lexus), hanno pubblicato il video dello scherzo sul loro canale Telegram. Durante la chiamata si sono finti Petro Poroshenko, ex presidente dell’Ucraina, riuscendo a far parlare liberamente la vicepresidente europea su questioni delicate relative alla politica culturale dell’Unione nei confronti della Russia.

Vovan e Lexus hanno colpito ancora!
I due burloni russi, fingendosi Poroshenko, hanno messo in mezzo Henna Virkkunen, vice Presidente Esecutivo della Commissione Europea, circa la questione del padiglione russo alla Biennale vi Venezia.
Quello che emerge è un quadro desolante di… pic.twitter.com/1M16cT3AWk

— giorgio bianchi (@Giorgioaki) April 16, 2026

Nel corso della conversazione, Virkkunen ha ammesso apertamente di aver fatto pressioni sugli organizzatori della Biennale di Venezia per tentare di far cambiare loro la decisione sulla partecipazione della Russia alla 61esima Esposizione internazionale d’Arte. “Per noi è stata una decisione piuttosto scioccante quella di consentire ai russi di riaprire la loro parte della mostra in questo padiglione“, ha dichiarato la vicepresidente della Commissione europea.

Virkkunen ha spiegato che insieme al commissario per la Cultura Glenn Micallef hanno condannato questa decisione e stanno valutando ulteriori provvedimenti. “Ci aspettiamo dalla Biennale di Venezia che ribaltino questa decisione, perché riteniamo che sia totalmente contraria alla nostra politica“, ha affermato, convinta di parlare con l’ex leader ucraino.

La vicepresidente europea ha sottolineato la posizione netta di Bruxelles: la Commissione deve fare tutto il possibile per impedire ai russi di partecipare a mostre d’arte, anche laddove sia coinvolta la stessa istituzione europea. Ha poi chiarito che la Commissione fornisce sostegno finanziario non all’intera Biennale, ma specificamente alla parte che riguarda l’industria cinematografica.

Le dichiarazioni più significative hanno riguardato le possibili conseguenze per la Biennale. “Mancano ancora alcune settimane all’apertura prevista per maggio, quindi ci aspettiamo che cambino idea nelle prossime settimane”, ha dichiarato Virkkunen. “In caso contrario, stiamo valutando la possibilità di sospendere o revocare il finanziamento. Questo vale anche per la struttura complessiva della Biennale“. Secondo la vicepresidente, consentire al governo russo di aprire il proprio padiglione alla Biennale Arte contraddirebbe già di per sé il regime di sanzioni europeo.

La questione del finanziamento non è di poco conto. L’11 marzo il portavoce della Commissione europea Thomas Rainier aveva dichiarato che Bruxelles potrebbe revocare un finanziamento di 2 milioni di euro destinato alla Biennale di Venezia proprio a causa dell’invito rivolto alla Russia ad aprire il proprio padiglione nazionale alla Biennale Arte 2026, in programma dal 9 maggio al 22 novembre.

Dal fronte russo, Mikhail Shvydkoy, rappresentante del presidente per la cooperazione culturale internazionale, aveva precedentemente dichiarato all’agenzia Tass che la Russia dovrebbe partecipare a tutti i principali eventi culturali internazionali e che l’insoddisfazione dell’Ucraina non dovrebbe influenzare le decisioni degli organizzatori.

L’ultima partecipazione russa alla Biennale di Venezia risale al 2021, quando il progetto presentato al padiglione nazionale ricevette una menzione speciale dalla giuria. Da allora, le tensioni geopolitiche hanno reso la questione della presenza russa agli eventi culturali internazionali sempre più controversa, trasformando manifestazioni artistiche in terreno di scontro diplomatico.

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