Il 20 aprile rappresenta per milioni di persone in tutto il mondo una data speciale, conosciuta come 4/20 o Weed Day, ossia la festa non ufficiale della cannabis. Quest’anno la ricorrenza cade di lunedì, coincidendo curiosamente con il National Cheddar Fries Day e il National Pineapple Upside-Down Cake Day negli Stati Uniti, una combinazione perfetta per gli amanti degli snack.
Ma come ha fatto una data apparentemente casuale di aprile a diventare il simbolo riconosciuto a livello internazionale della cultura della marijuana? Nel corso degli anni sono circolate numerose teorie, dalle presunte connessioni con codici di polizia a riferimenti nascosti in canzoni classiche. La storia più accreditata, tuttavia, ha radici molto più semplici e autentiche.
L’origine del 4/20 risale agli anni Settanta e coinvolge un gruppo di studenti delle scuole superiori. La leggenda narra che questi ragazzi si ritrovassero regolarmente per fumare cannabis, utilizzando il codice 420 come segnale per i loro incontri. Quello che iniziò come un linguaggio privato tra amici si trasformò gradualmente in un fenomeno culturale che avrebbe superato i confini di una singola comunità.
Con il passare dei decenni, il termine è diventato parte integrante del lessico legato alla cannabis, evolvendosi da semplice codice tra adolescenti a simbolo riconosciuto universalmente nella controcultura cannabica. La data del 20 aprile, scritta nel formato americano come 4/20, è stata adottata come momento di celebrazione collettiva.

Oggi il 4/20 viene celebrato in modi diversi in tutto il mondo. Nei luoghi dove la cannabis è legale, come alcune città americane e stati, migliaia di appassionati si riuniscono per festival, concerti e manifestazioni. A Denver, in Colorado, uno dei primi stati ad aver legalizzato la marijuana ricreativa, il Mile High 420 Festival attira decine di migliaia di partecipanti ogni anno, con nuvole di fumo che si alzano durante le performance musicali.
Anche in città come New York, Washington Square Park diventa teatro di celebrazioni spontanee, mentre a Londra Hyde Park ospita raduni simili. In Messico, nonostante la legislazione ancora restrittiva, gli attivisti si riuniscono per manifestazioni che uniscono la celebrazione culturale alla richiesta di legalizzazione. A Berlino, davanti alla Porta di Brandeburgo, persone vestite con costumi a forma di foglie di cannabis marciano per sensibilizzare sul tema.
Negli Stati Uniti, dove il panorama legislativo sulla cannabis sta rapidamente cambiando, molte catene di ristoranti nazionali e locali hanno colto l’occasione per offrire promozioni speciali sul cibo, intercettando il fenomeno delle munchies, la fame chimica tipicamente associata al consumo di marijuana. Le offerte spaziano da sconti su hamburger e patatine a deal speciali su dolci e snack.
