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Home » Attualità » Iran nel caos, dopo Larijiani, eliminato anche il capo dei Basij, Soleimani: Israele decapita il regime

Iran nel caos, dopo Larijiani, eliminato anche il capo dei Basij, Soleimani: Israele decapita il regime

Israele elimina Gholamreza Soleimani, capo dei Basij. Colpito anche Ali Larijani a Teheran. Scopri chi erano i leader che guidavano la repressione in Iran.
RedazioneDi Redazione17 Marzo 2026
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Gholamreza Soleimani
Gholamreza Soleimani (YouTube/Al Jazeera)

L’esercito israeliano (IDF) ha confermato l’uccisione di Gholamreza Soleimani, comandante della potentissima milizia paramilitare Basij, durante un’operazione mirata condotta nel cuore di Teheran nella notte tra il 16 e il 17 marzo 2026. L’attacco ha preso di mira anche Ali Larijani, attuale Segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale e figura centrale nella gestione della crisi iraniana, il cui destino resta al momento incerto tra voci di ferimento e morte. Queste eliminazioni rientrano in una vasta offensiva aerea che sta smantellando i vertici repressivi e militari della Repubblica Islamica, colpendo centri di comando e siti missilistici in diverse province del Paese.

Brigadiere Generale di 62 anni, Soleimani era una figura chiave nel Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). Dal 2019 guidava l’Organizzazione Basij, una forza paramilitare che funge da braccio capillare del regime in ogni città, università e moschea dell’Iran.

Entrato nei ranghi militari nel 1980, Soleimani si era distinto durante la guerra contro l’Iraq, scalando posizioni fino a diventare uno dei generali più fidati del defunto Leader Supremo. Sotto il suo comando, i Basij sono stati lo strumento principale per soffocare nel sangue le ondate di proteste popolari, in particolare quelle del novembre 2019 e i più recenti moti del 2026. Proprio per il suo ruolo nell’uso della forza letale contro civili disarmati, era stato colpito da pesanti sanzioni internazionali da parte di Stati Uniti ed Unione Europea.

Fondata dall’Ayatollah Khomeini nel 1979, la forza Basij (letteralmente “mobilitazione”) nacque con l’idea di trasformare ogni cittadino in un combattente. Durante il conflitto con l’Iraq (1980-1988), migliaia di giovani volontari, spesso minorenni, vennero mandati al fronte per sminare i campi avversari con il proprio corpo, spinti dalla promessa del martirio.

bandiera iraniana arruffata
bandiera iraniana arruffata (fonte: FreePik)

Terminata la guerra, l’organizzazione si è trasformata in un capillare apparato di controllo sociale. Oggi i Basij agiscono come polizia morale, sorvegliano il rispetto dei costumi islamici, gestiscono cerimonie religiose e intervengono come forza d’assalto per disperdere i dissidenti.

Secondo fonti della difesa israeliana, Soleimani e il suo vice, Seyyed Karishi, sono stati individuati in un’area di tende allestita provvisoriamente per sfuggire ai tracciamenti dei radar. Nonostante i tentativi di occultamento, l’aviazione israeliana ha colpito con precisione, eliminando entrambi i leader.

Contemporaneamente, il raid ha investito il compound dove si trovava Ali Larijani. Considerato da molti il leader de facto del Paese dopo la morte di Khamenei avvenuta il 28 febbraio, Larijani rappresentava il ponte tra la vecchia guardia religiosa e la strategia militare moderna. La sua rimozione, se confermata, lascerebbe l’Iran in un vuoto di potere senza precedenti, proprio mentre l’IDF intensifica i bombardamenti su depositi di UAV e basi di difesa aerea a Shiraz e Tabriz.

L’eliminazione di figure come Soleimani e, con ogni probabilità, di Larijani indicano una precisa strategia israeliana: degradare la capacità del regime di rispondere non solo militarmente, ma anche internamente. Senza i vertici della milizia Basij, Teheran perde la sua capacità di mobilitare le piazze e di reprimere il dissenso che, nelle ultime ore, sembra riprendere forza nelle principali città iraniane. Come dichiarato dal Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir, questi “successi significativi” hanno il potenziale di cambiare radicalmente gli obiettivi della campagna bellica in corso, portando il sistema di potere iraniano verso il punto di rottura.

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