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Home » Attualità » Ali Khamenei è morto, la guida suprema iraniana uccisa durante l’attacco di Israele e USA, applausi dalle finestre a Teheran

Ali Khamenei è morto, la guida suprema iraniana uccisa durante l’attacco di Israele e USA, applausi dalle finestre a Teheran

L'ayatollah Khamenei è stato ucciso, la notizia è stata confermata poco fa dai media israeliani. Come possono cambiare gli scenari ora?
RedazioneDi Redazione28 Febbraio 2026
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Ali Khamenei
Ali Khamenei (fonte: YouTube)

Dal momento dell’attacco di USA e Israele all’Iran si sono susseguite notizie sempre più frenetiche circa la morte del leader Ali Khamenei. Ebbene, a Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei,  leader della Repubblica Islamica, 86 anni, è rimasto ucciso nell’attacco congiunto lanciato oggi da Stati Uniti e Israele contro Teheran nell’ambito dell’operazione militare denominata “Il ruggito del leone” da Israele e “Operazione Epic Fury” dal Pentagono. Il suo compound è stato raso al suolo da decine di bombe: il corpo sarebbe stato estratto dalle macerie e le immagini mostrate al premier israeliano Benjamin Netanyahu e al presidente americano Donald Trump.

L’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti ha confermato l’uccisione ad alti funzionari a Washington, e la notizia è stata rilanciata da Axios. A Teheran la gente è scesa in strada a festeggiare, con musica e applausi dalle finestre. Per tutta la giornata la sorte della Guida Suprema aveva tenuto il mondo con il fiato sospeso, tra smentite iraniane e segnali sempre più insistenti provenienti da Israele.

Ali Khamenei era in carica dal 1989 ed era la figura centrale del potere teocratico del Paese e uno degli attori più influenti della politica mediorientale. Nato il 17 luglio 1939 a Mashhad, città santa sciita nel nord-est dell’Iran, era cresciuto in una famiglia religiosa e ha seguito una formazione teologica nelle hawze, le scuole coraniche, a Mashhad e Qom, città divenuta poi fulcro della rivoluzione islamica.

La sua ascesa inizia negli anni Settanta, quando aderisce al movimento di opposizione guidato dall’ayatollah Ruhollah Khomeini contro lo scià Mohammad Reza Pahlavi. Un impegno per il quale viene arrestato diverse volte dal regime monarchico. Dopo la rivoluzione del 1979, che rovescia lo scià e portò alla nascita della Repubblica Islamica, Khamenei entra rapidamente nei ranghi più alti del nuovo potere, divenendo presidente dell’Iran dal 1981 al 1989, il primo non religioso a ricoprire questa carica.

Ali Khamenei, leader dell'Iran
Ali Khamenei, leader dell’Iran – Fonte: Scuolalink

Alla morte di Khomeini nel 1989, poi, viene nominato Guida Suprema, ossia Rahbar, dal Consiglio degli Esperti, l’organo incaricato di scegliere la più alta autorità del Paese. In realtà si tratta di una scelta controversa. Khamenei, infatti, non aveva i requisiti religiosi per essere considerato un marja’, una delle più alte autorità teologiche sciite. Per legittimare la sua nomina, dunque, la Costituzione iraniana viene emendata, permettendo ad una figura non riconosciuta di ricoprire quel ruolo.

Khamenei era il comandante in capo delle forze armate, controllava direttamente i corpi d’élite dei Pasdaran e le forze al-Quds, supervisionava la magistratura e le politiche estere e di sicurezza. Il suo ruolo superava quello del presidente della Repubblica, eletto ogni quattro anni.

Figura austera e riservata, poco incline alle apparizioni pubbliche, dunque, quest’uomo è stato in grado di costruire attorno a sé una rete di fedelissimi che occupano posizioni chiave nei centri di potere politico, militare ed economico del Paese. Il suo potere, in effetti, è fondato essenzialmente sulla lealtà dei Pasdaran e sul controllo capillare dei media, dell’istruzione e della cultura, con un sistema repressivo che ha colpito duramente il dissenso, soprattutto negli ultimi anni di proteste popolari.

Chi sarà ora il suo successore? Si parla del secondogenito, il figlio prediletto Mojtaba.

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