L’arresto dell’ex principe Andrea, coinvolto nel caso Epstein, sta comprensibilmente tenendo banco sui media di tutto il mondo. Gli inquirenti indagheranno per dimostrare se le accuse di abuso d’ufficio nell’esercizio di funzioni pubbliche siano effettive o no. Ma quante volte è già successo nella storia britannica e come verrà giudicato Andrea? Partiamo col dire che solo il sovrano in carica è intoccabile. Gli altri membri della famiglia reale non godono della stessa immunità sovrana da arresto, procedimenti penali o civili. Sono soggetti alle stesse leggi di qualsiasi altro cittadino del Regno Unito. In un’intervista alla BBC, il primo ministro inglese Keir Starmer ha detto:
“Tutti sono uguali davanti alla legge e nessuno è al di sopra della legge. È un principio di lunga data e deve applicarsi in questo caso, allo stesso modo in cui si applicherebbe in qualsiasi altro caso“.
L’accusa di “Misconduct in Public Office” è uno dei reati più gravi del diritto comune britannico. E la pena massima prevista è l’ergastolo.
Per configurare il reato occorrono elementi precisi: un funzionario pubblico deve aver deliberatamente trascurato i propri doveri, o essersi comportato in modo così gravemente sconsiderato da rappresentare un tradimento della fiducia pubblica, senza alcuna giustificazione ragionevole.
L’elemento più difficile da dimostrare per l’accusa sarà l’intenzionalità: bisogna provare che Andrew Mountbatten-Windsor sapesse che le proprie azioni erano illecite, oppure che fosse consapevole del rischio e decidesse di ignorarlo. Se rinviato a giudizio, il procedimento si svolgerà davanti alla Crown Court, il tribunale di grado superiore per i reati gravi. Non esiste nessuna corsia preferenziale per gli ex reali, nessun tribunale speciale, nessuna immunità diplomatica di sorta.
Uno dei dati più sorprendenti di questa vicenda è quanto raramente un membro della famiglia reale britannica, regnante o meno, si sia trovato di fronte a un procedimento penale. I casi documentati si contano sulle dita di una mano.

Re Carlo I (1649)
Il precedente più drammatico della storia britannica. Dopo la guerra civile inglese, il re fu trascinato davanti a un tribunale straordinario a Westminster Hall il 20 gennaio 1649, accusato di tirannia e tradimento contro il proprio popolo. Fu condannato a morte il 26 gennaio e decapitato il 30 gennaio davanti alla Banqueting House di Whitehall. Un caso così estremo da non avere alcun reale parallelo con la vicenda attuale.
Principessa Anna (2002)
Il precedente moderno più rilevante, e per quanto stridante possa sembrare il confronto, tecnicamente il più vicino. La principessa fu la prima membro senior della famiglia reale a comparire in un’aula di tribunale in oltre 100 anni, dopo che la sua bull terrier di tre anni di nome Dotty morse due bambini nel parco di Windsor il 1° aprile 2002. La principessa si presentò in tribunale a Slough usando il suo nome ordinario, Anne Elizabeth Alice Laurence, dichiarando espressamente di non voler ricevere alcun trattamento preferenziale. Fu condannata a una multa di £500 per l’attacco, £250 di risarcimento ai bambini e £148 di spese processuali.
Zara Tindall (2020)
Nipote della defunta regina Elisabetta II, si vide comminare un divieto di guida di sei mesi dopo aver accumulato 12 punti sulla patente per eccesso di velocità. Nessuna scappatoia reale.
Principe Filippo (2019)
Coinvolto in un incidente stradale che lasciò una donna con il polso rotto. Le autorità aprirono un’indagine, ma alla fine non formularono accuse formali.
Andrew Mountbatten-Windsor è stato privato di ogni titolo nobiliare nel 2025. Non ha più ruolo nella famiglia reale istituzionale. Non risiede più in alcuna proprietà della Corona. Non ha alcuna protezione diplomatica, istituzionale o cerimoniale che possa schermarlo dal diritto penale ordinario. Buckingham Palace ha già comunicato di non rappresentarlo, pur assicurando piena collaborazione con le autorità se richiesta.
Agli occhi della legge britannica, Andrew Mountbatten-Windsor è un cittadino di sessantasei anni residente nel Norfolk. E come tale, risponderà delle accuse mosse contro di lui.



