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Home » Attualità » L’Heart Team si è espresso: il bimbo di Napoli non è più trapiantibile: “Siamo vicini alla sua famiglia”

L’Heart Team si è espresso: il bimbo di Napoli non è più trapiantibile: “Siamo vicini alla sua famiglia”

Il piccolo Domenico, due anni e mezzo, non può ricevere un secondo trapianto di cuore: lo ha stabilito il panel di esperti riunito al Monaldi di Napoli.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino18 Febbraio 2026
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La signora Patrizia
La signora Patrizia, madre del bimbo di Napoli (fonte: YouTube)

Il bambino di due anni e mezzo ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un primo trapianto cardiaco rivelatosi fatalmente compromesso, non può essere sottoposto a un secondo intervento. Le sue condizioni, secondo il verdetto unanime di un pool di specialisti tra i più qualificati d’Italia, non sono compatibili con una nuova operazione.

Tutto era iniziato poco dopo mezzogiorno, quando al Monaldi si erano riuniti i rappresentanti delle principali strutture italiane di cardiologia e cardiochirurgia pediatrica. L’obiettivo era duplice: stabilire se potesse sopportare fisicamente un nuovo trapianto (un cuore compatibile era stato già trovato) e valutare eventuali terapie complementari che potessero migliorare le sue chances di sopravvivenza.

L’équipe, denominata Heart Team, comprendeva professionisti di altissimo profilo: dal professor Lorenzo Galletti e dalla dottoressa Rachele Adorisio dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, centro di riferimento a livello europeo per i trapianti cardiaci nei bambini, al professor Giuseppe Toscano dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova, al dottor Amedeo Terzi dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e al professor Carlo Pace Napoleone dell’Ospedale Regina Margherita di Torino. La supervisione locale era garantita dalle professionalità dell’Ospedale Santobono Pausilipon di Napoli.

la madre del piccolo ai microfoni della Rai
La madre del piccolo ai microfoni della Rai (fonte: YouTube)

Al termine del consulto, l’Azienda Ospedaliera dei Colli ha diffuso una nota ufficiale in cui si legge che il confronto collegiale “ha consentito una valutazione condivisa quanto più completa e ampia possibile”. Sulla base degli esami strumentali più recenti e della visita diretta al letto del paziente, il verdetto è stato netto: le condizioni del piccolo non consentono di procedere con un altro intervento chirurgico. La direzione ha provveduto a informare immediatamente il Centro Nazionale Trapianti e ha espresso vicinanza alla famiglia «in questo momento così difficile”.

Nel pomeriggio, prima che giungesse la decisione definitiva, l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della madre di Domenico, aveva aggiornato i giornalisti presenti davanti all’ospedale. Il bambino era sveglio durante la visita, anche se la madre era rimasta fuori dalla stanza per non agitarlo. Petruzzi aveva riferito che, secondo le informazioni in suo possesso, le probabilità di successo di un eventuale secondo trapianto erano stimate intorno al dieci per cento. Aveva inoltre precisato che l’unico chirurgo disposto a tentare nuovamente l’operazione sarebbe stato il dottor Guido Oppido, lo stesso cardiochirurgo che aveva già operato Domenico a dicembre, e che la madre era favorevole a procedere.

Il legale aveva anche chiarito un aspetto tecnico spesso frainteso nel dibattito pubblico: il tempo impiegato per la valutazione non stava in alcun modo compromettendo l’organo del potenziale donatore. Domenico risultava primo in lista d’attesa nel suo gruppo sanguigno, ma altri tre bambini erano in attesa dello stesso cuore.

Con il parere negativo dell’Heart Team, le speranze di un secondo intervento si riducono drasticamente. Il Centro Nazionale Trapianti è stato informato, e spetta ora alle autorità sanitarie competenti gestire l’organo disponibile, che verrà destinato ad altri pazienti in lista.

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