
A proposito di Parlamento, mentre Meloni parlava ai microfoni radiofonici, a Montecitorio il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani rendevano comunicazioni congiunte alla Camera sulla situazione in Medio Oriente. Crosetto ha annunciato di aver già dato mandato al Capo di Stato Maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e antimissilistica nazionale, in coordinamento con gli alleati e con la NATO:
“Di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto“.
Il ministro ha anche chiarito la strategia di Teheran: l’Iran, impossibilitato a colpire Israele direttamente per via della distanza, avrebbe optato per una deliberata strategia del caos, bersagliando paesi estranei al conflitto come Emirati Arabi, Qatar, Kuwait, Turchia e Cipro. Per quest’ultima, l’Italia si è impegnata, insieme a Spagna, Francia e Polonia, all’invio di assetti navali, in applicazione dell’articolo 7 del Trattato sull’Unione Europea, che obbliga gli stati membri a prestarsi reciproca assistenza in caso di aggressione armata.
Sul fronte degli aiuti ai paesi della regione, sia Meloni che Tajani hanno confermato che l’Italia, insieme a Francia, Germania e Regno Unito, invierà supporto di natura difensiva ai paesi del Golfo, con particolare riferimento ai sistemi di difesa aerea. Una scelta motivata non soltanto dalle relazioni diplomatiche tra le nazioni, ma anche dalla presenza nell’area di decine di migliaia di cittadini italiani e di circa duemila militari, oltre che dall’importanza strategica di quelle rotte per gli approvvigionamenti energetici del paese. Tajani ha chiuso ribadendo che la priorità del governo resta la via diplomatica: i canali di dialogo con Teheran, ha assicurato, rimarranno aperti.



