L’ombra della guerra incombe sull’Europa. E lo dimostrano anche le parole del portavoce di Putin, Dmitri Peskov che alla Tass ha detto:
La Nato è in guerra con la Russia. Questo è ovvio e non richiede ulteriori prove.
Le tensioni internazionali, dunque, si fanno sempre più palpabili, sollevando interrogativi sulla reale capacità di risposta del Vecchio Continente. A questi prova a rispondere il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha lanciato un allarme preoccupante: siamo davvero pronti ad affrontare una nuova minaccia, proveniente dalla Russia o da altri attori ostili? Intervenuto a Roma a margine della presentazione del bilancio del tour mondiale del Vespucci, ha dichiarato:
Non siamo pronti né ad un attacco russo né ad un attacco di un’altra nazione, lo dico da più tempo. Penso che abbiamo il compito di mettere questo Paese nella condizione di difendersi se qualche pazzo decidesse di attaccarci: non dico Putin, dico chiunque. Non lo siamo perché non abbiamo investito più in difesa negli ultimi vent’anni e quindi i vent’anni non si recuperano in un anno o in due anni.
Tuttavia, e questo è palese da tempo, le difficoltà di bilancio ostacolano la realizzazione dell’obiettivo di un rafforzamento militare in caso di guerra. Diverse proposte sono al vaglio del Parlamento, dalla mobilitazione degli ex militari di leva al potenziamento del corpo militare volontario della Croce Rossa, con l’obiettivo di fortificare la sanità militare e civile in caso di emergenza.

Già mesi fa, il generale di Corpo d’armata Carmine Masiello, capo di Stato maggiore dell’Esercito, ha dipinto un quadro a tinte fosche. La guerra ibrida, con i suoi attacchi cibernetici e la disinformazione dilagante, rappresenta una sfida inedita. Masiello ha sottolineato l’importanza di imparare dall’esperienza ucraina e di investire in tecnologia, in particolare nei droni a lunga autonomia, per garantire la sicurezza nazionale.
L’Europa, inoltre, deve raggiungere una maggiore autonomia strategica, soprattutto in ambito tecnologico, riducendo la dipendenza dagli Stati Uniti. La frammentazione delle forze armate europee, con 17 diversi tipi di carri armati, rappresenta un ulteriore elemento di debolezza.
Il generale ha esortato a una maggiore consapevolezza del rischio e a una preparazione adeguata, prendendo ad esempio la Finlandia, dove la popolazione si sta attivamente addestrando per far fronte a potenziali minacce.



