Per il quattordicesimo anno consecutivo, Londra si conferma la città più potente del pianeta secondo il Global Power City Index, uno studio che valuta il magnetismo urbano attraverso 72 diversi indicatori. La capitale britannica ha ottenuto un punteggio complessivo di 1642,2 punti su un massimo possibile di 2.700, distinguendosi particolarmente nelle categorie interazione culturale e accessibilità.
Il concetto di magnetismo urbano utilizzato dallo studio si riferisce alla capacità complessiva di una città di attrarre persone, capitali e imprese da tutto il mondo. Non si tratta quindi solo di bellezza architettonica o attrattiva turistica, ma di un insieme complesso di fattori che determinano il potere reale di un centro urbano nel contesto globale.
I 72 parametri analizzati sono suddivisi in sei categorie principali: economia, che include PIL pro capite, livelli di occupazione e tassi salariali, ricerca e sviluppo, con il numero di brevetti registrati, startup presenti e università di alto livello, interazione culturale, che considera la vicinanza a siti patrimonio dell’umanità e il numero di teatri, musei, stadi e camere d’albergo, vivibilità, misurata attraverso aspettativa di vita e prezzi degli affitti, ambiente, con qualità dell’aria e tasso di riciclaggio dei rifiuti; e infine accessibilità, che valuta il costo dei taxi e il numero di voli internazionali.
Londra, dunque, ha dominato la classifica grazie alla sua eccezionale offerta culturale e alla sua rete di collegamenti. La città dispone di sei aeroporti internazionali nelle vicinanze, una capillare rete metropolitana e un’infrastruttura ciclabile in rapida espansione. Sul fronte culturale, poi, oltre ai musei e teatri di fama mondiale, la capitale britannica continua a rinnovarsi con nuove panetterie di alta gamma, passeggiate panoramiche sui tetti, gallerie d’arte innovative e spazi per la vita notturna.

La vera sorpresa dell’edizione 2025 del Global Power City Index, però, riguarda il secondo posto. Tokyo, infatti, ha superato New York per la prima volta dalla nascita dell’indice. La capitale giapponese si è classificata prima nella categoria vivibilità e seconda nell’interazione culturale, dimostrando un equilibrio eccezionale tra qualità della vita e offerta culturale.
New York è invece scivolata al terzo posto, penalizzata principalmente dai costi della vita in vertiginoso aumento. La metropoli americana, pur mantenendo una posizione di rilievo, ha pagato lo scotto di affitti e spese quotidiane sempre meno sostenibili, un fattore che ha pesato significativamente nella valutazione complessiva.
La classifica completa delle prime dieci città più potenti al mondo, poi, vede al quarto posto Parigi, seguita da Singapore al quinto. Seoul si posiziona sesta, Amsterdam settima, Shanghai ottava, Dubai nona e Berlino chiude la top ten al decimo posto. Ogni città ha i propri punti di forza distintivi: Singapore eccelle in economia e accessibilità, Parigi nell’interazione culturale, mentre Dubai si distingue per la rapida crescita infrastrutturale e la capacità di attrarre investimenti internazionali.
Ma a cosa serve effettivamente questa classifica? Lo studio, condotto dalla Mori Memorial Foundation, rappresenta uno strumento di analisi sempre più utilizzato da investitori, imprese multinazionali e policy maker per comprendere le dinamiche del potere urbano globale. In un’epoca in cui le città competono su scala planetaria per attrarre talenti, risorse e opportunità, capire quali centri urbani possiedono il maggior magnetismo diventa fondamentale per orientare scelte strategiche di lungo periodo.
La metodologia, inoltre, utilizzata permette di andare oltre le classifiche tradizionali basate su singoli aspetti come il turismo o la qualità della vita, offrendo invece una visione olistica che integra dimensioni economiche, culturali, ambientali e sociali. Questo approccio multidimensionale, dunque, rende il Global Power City Index uno degli strumenti più completi per valutare il reale potere di attrazione delle grandi metropoli mondiali.



