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Home » Attualità » L’uomo vitruviano di Leonardo come Ken: la Rai cancella i suoi genitali nella sigla delle trasmissioni olimpiche

L’uomo vitruviano di Leonardo come Ken: la Rai cancella i suoi genitali nella sigla delle trasmissioni olimpiche

Polemiche sulla sigla Rai per le Olimpiadi: l’Uomo Vitruviano di Leonardo appare censurato. Scopri perché i genitali sono stati cancellati.
RedazioneDi Redazione12 Febbraio 2026
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l'uomo vitruviano pixelato
L'uomo vitruviano pixelato (fonte: Pexels)

Nelle case degli italiani risuonano ogni giorno le note e scorrono le immagini della sigla ufficiale Rai dedicata ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Il video è un concentrato di dinamismo e orgoglio nazionale, ma un occhio attento non ha potuto fare a meno di notare una modifica singolare a uno dei simboli più iconici della nostra cultura: l’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci.

L’Uomo Vitruviano è un celebre disegno a penna realizzato da Leonardo da Vinci intorno al 1490, oggi custodito nelle Gallerie dell’Accademia a Venezia. Leonardo lo creò per illustrare le proporzioni ideali del corpo umano descritte dall’architetto romano Vitruvio, cercando di dimostrare che la figura maschile può essere inscritta perfettamente sia in un cerchio che in un quadrato. Quest’opera è diventata il simbolo dell’Umanesimo, rappresentando l’uomo come misura di tutte le cose e punto di unione tra natura e geometria.

Il celebre disegno del Rinascimento, che apre la clip grafica per celebrare le proporzioni perfette del corpo umano, è apparso in una versione edulcorata. Se nell’originale leonardesco l’anatomia maschile è rappresentata con precisione scientifica e artistica, nella versione televisiva i genitali sono stati rimossi, lasciando il posto a una superficie liscia che ricorda quella di un giocattolo come Ken o Big Jim.

Dietro questa decisione potrebbero nascondersi motivazioni di diversa natura. Da un lato, c’è chi ipotizza un’interpretazione estrema delle linee guida del CIO (Comitato Internazionale Olimpico), che vieta categoricamente contenuti sessualmente espliciti nelle trasmissioni legate ai Giochi. Dall’altro, si fa strada l’idea che la produzione abbia cercato una forma di inclusività universale, eliminando i tratti maschili per permettere alla figura di trasformarsi fluidamente nei corpi di atleti di ogni genere, come pattinatrici e sciatori.

Non è la prima volta che l’arte classica viene “vestita” o modificata per fini promozionali o televisivi. Molti ricordano il caso della Venere di Botticelli, che in passato fu coperta da abiti moderni per una campagna turistica. Tuttavia, trasformare un pilastro dell’Umanesimo in una figura asessuata solleva interrogativi su quanto sia corretto sacrificare l’accuratezza storica e artistica in nome di un presunto politicamente corretto o per paura di urtare la sensibilità del pubblico internazionale.

La Rai, per ora, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma il “caso Vitruviano” fa discutere spettatori e critici d’arte.

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