Nicolás Maduro, il presidente del Venezuela, si trova attualmente nel carcere federale di Brooklyn, il Metropolitan Detention Center, dopo essere stato catturato nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2026 durante un’operazione militare americana. Insieme a lui è stata arrestata anche sua moglie Cilia Flores.
L’operazione è stata ordinata dal presidente Donald Trump e condotta dalle forze speciali statunitensi, che hanno fatto irruzione nella residenza presidenziale di Caracas intorno all’una di notte. Maduro e la moglie sono stati prelevati dalla loro camera da letto mentre dormivano e trasportati prima a Guantanamo, poi negli Stati Uniti.
La giustizia americana aveva già emesso un’incriminazione contro Maduro nel 2020, che è stata ora aggiornata e resa pubblica. Le accuse principali sono quattro: narcoterrorismo, cospirazione per il traffico internazionale di cocaina, possesso di armi da guerra e cospirazione per usare queste armi contro gli Stati Uniti.
Secondo i procuratori di New York, Maduro avrebbe guidato per oltre 25 anni un’organizzazione criminale che sfruttava il potere dello Stato venezuelano per importare tonnellate di cocaina negli Stati Uniti. L’amministrazione Trump sostiene che Maduro sia a capo del “Cártel de los Soles”, definito come un’organizzazione terroristica straniera, paragonabile ad Al-Qaeda.
Insieme a Maduro sono stati incriminati anche suo figlio, la moglie e altri collaboratori stretti, tra cui il presunto leader della gang venezuelana Tren de Aragua, accusata di operare anche sul territorio americano.
Dopo la cattura di Maduro, la Corte Suprema venezuelana ha ordinato alla vicepresidente Delcy Rodriguez di assumere temporaneamente la guida del paese. I giudici non hanno ancora dichiarato Maduro definitivamente incapace di governare – una decisione che richiederebbe nuove elezioni entro 30 giorni.
Nel frattempo la situazione rimane molto tesa. Secondo il New York Times, durante l’operazione militare americana sono morte almeno 40 persone tra civili e soldati. Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti “gestiranno” il Venezuela fino a quando non si potrà organizzare una transizione di potere.
La Cina ha chiesto il rilascio immediato di Maduro, definendo l’azione americana “una chiara violazione del diritto internazionale”. Anche la Russia ha condannato quello che definisce “un atto di aggressione armata”. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha detto di voler “stabilire i fatti” parlando con Trump, sottolineando l’importanza di rispettare il diritto internazionale.
Negli Stati Uniti invece si sono svolte numerose proteste in diverse città, con manifestanti che hanno mostrato cartelli contro l’intervento militare in Venezuela.
Maduro comparirà lunedì davanti a un giudice per la prima udienza formale. La taglia sulla sua testa era arrivata a 50 milioni di dollari, offerta dal governo americano per informazioni che portassero al suo arresto.



