Il Festival di Sanremo 2026 ha regalato nella prima serata uno dei momenti più discussi emozionanti: quello di Gianna Pratesi, 105 anni, ospite di Carlo Conti sul palco dell’Ariston. La donna ha raccontato di aver votato convintamente per la Repubblica nel referendum istituzionale del 1946, aggiungendo che in casa sua si è sempre respirata un’aria di sinistra (facendo un gesto di saluto ironico ai fascisti). Un racconto personale, intriso di storia. Ma non per tutti è stato così.
Monica Castro, consigliera comunale di Fratelli d’Italia nel Comune di Calenzano, in provincia di Firenze, ha reagito con un post pubblicato su Facebook che non ha lasciato spazio a interpretazioni:
“Ci mancava a Sanremo la propaganda di sinistra della ‘vecchietta’ di 105 anni. Non c’è mai fine al peggio… Comunisti erano, sono e rimarranno.”
Su Instagram, la consigliera ha aggiunto un secondo commento, di tutt’altro registro ma ugualmente polemico: “Prima della guerra tutti fascisti, finita la guerra tutti anti fascisti. La solita ipocrisia in salsa italiana.” Un riferimento diretto alle parole pronunciate da Pratesi durante l’intervista, letto da Castro come un atto di strumentalizzazione politica in prima serata televisiva.
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Non è la prima volta che il nome di Monica Castro finisce al centro della cronaca. Qualche settimana fa, la stessa consigliera era intervenuta nel corso del dibattito su una mozione che chiedeva l’avvio di un “Patto di amicizia” tra Calenzano e il Governatorato di Jenin, in Palestina. In quella sede, Castro aveva pronunciato frasi che avevano scatenato polemiche immediate: “Perché dobbiamo andare da quelli storpi, ridotti male, senza casa, senza nulla?” aveva detto. Parole che lei stessa aveva successivamente definito parte di un “discorso scherzoso,” senza riuscire però a smorzare le critiche ricevute.
Questa volta, a raccogliere il testimone delle proteste è stato Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista. In una nota ufficiale, Acerbo ha risposto con toni netti:
“Nel ringraziare la simpatica signora Gianna, non posso che esprimere disprezzo per i commenti della consigliera comunale. Solo una fascista può reagire in maniera così rabbiosa alla testimonianza di chi ci ha ricordato a chi dobbiamo la nostra democrazia.”
Al centro della vicenda rimane dunque Gianna Pratesi, una donna che ha attraversato quasi un intero secolo di storia italiana e che, sul palco più visto d’Italia, ha semplicemente raccontato la propria vita. La sua presenza a Sanremo è diventata, nel giro di poche ore, uno specchio delle divisioni politiche ancora profondamente vive nel paese.



