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Home » Attualità » Papa Leone presidente degli USA? Perché tecnicamente potrebbe candidarsi (ma non lo farà mai)

Papa Leone presidente degli USA? Perché tecnicamente potrebbe candidarsi (ma non lo farà mai)

Negli USA il dibattito impazza sui social: il Papa potrebbe tecnicamente candidarsi alla presidenza USA, ma il diritto canonico è chiaro.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino13 Aprile 2026
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Papa Leone XIV di ritorno dal Libano
Papa Leone XIV di ritorno dal Libano (fonte: YouTube)

Quando Papa Leone XIV ha incontrato a porte chiuse lo stratega democratico David Axelrod il 9 aprile 2026 a Chicago, i social media americani si sono scatenati con speculazioni di ogni tipo. L’ex consigliere senior del presidente Barack Obama che incontra il pontefice nella primavera prima delle elezioni di metà mandato ha fatto pensare a molti che si stesse preparando qualche grande annuncio politico.

Christopher Hale, attivista democratico e autore del sito Substack “Letters from Leo”, ha condiviso la notizia dell’incontro con i suoi oltre 65.000 follower su X. Le risposte non si sono fatte attendere: Keith Nagy, responsabile comunicazioni per la deputata democratica californiana Zoe Lofgren, ha scherzato pubblicando un’immagine apparentemente generata con intelligenza artificiale del Papa in un campo di grano con la didascalia “Papa Leo visiterà l’Iowa, secondo fonti informate“.

NEW: Pope Leo to visit Iowa, sources familiar say 👀 https://t.co/tD5Bt1Dl8C pic.twitter.com/h1Rn5VJNur

— Keith (@nagy_minaj) April 9, 2026

Al di là delle battute, la domanda rimane: potrebbe davvero il leader della Chiesa cattolica romana candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti? La risposta tecnica è sorprendente. Secondo la Costituzione degli Stati Uniti, per candidarsi alla presidenza è necessario essere cittadini americani dalla nascita, avere almeno 35 anni ed essere residenti da 14 anni. Papa Leone, essendo un americano di 70 anni, soddisfa tutti questi requisiti costituzionali.

Tuttavia, come spiega Christopher Hale a USA TODAY, si tratterebbe di una possibilità solo teorica: “Il Papa non si candiderà alla presidenza. Legalmente potrebbe farlo, ma non lo farà“. La ragione principale risiede nel diritto canonico della Chiesa cattolica, che proibisce al clero di ricoprire cariche pubbliche. Inoltre, il Papa è capo di stato estero, il che creerebbe un evidente conflitto di lealtà.

Padre Francis X. Clooney, professore di divinità e teologia comparata alla Harvard Divinity School, conferma questa posizione: “L’idea è che i chierici, le persone ordinate, preti, vescovi, cardinali e papi, devono sostanzialmente stare fuori dalla politica. Ma se ci sono questioni per il bene della comunità, un prete o un vescovo può esprimersi, anche se è improbabile che si candidino a qualsiasi carica pubblica“.

Un precedente significativo risale al 1981, quando Papa Giovanni Paolo II chiese all’allora deputato del Massachusetts, padre Robert Drinan, di scegliere tra i suoi doveri congressuali e i suoi obblighi sacerdotali. Drinan era stato il primo prete cattolico a servire come membro votante del Congresso, eletto con una piattaforma anti-guerra che sconfisse il deputato in carica da 14 mandati Philip Philbin. Durante i suoi dieci anni al Congresso, Drinan fu critico del ruolo degli Stati Uniti nella guerra del Vietnam e presentò la prima risoluzione di impeachment contro Richard Nixon.

Nelle ultime settimane, Papa Leone è emerso come un influente critico americano della guerra in Iran condotta dall’amministrazione Trump, ricevendo critiche durissime da Trump che ha detto: “Sulla politica estera è un debole, mi deve tutto“.

Il 7 aprile, parlando ai giornalisti, Papa Leone ha descritto le recenti minacce apocalittiche di Trump all’Iran come “veramente inaccettabili“, esortando gli ascoltatori a riflettere sulle “molte persone innocenti” in Iran, compresi bambini e anziani, diventati “vittime di questa escalation“.

Un dettaglio curioso rivelato da Hale è che Papa Leone è ancora un elettore registrato che ha votato per corrispondenza alle elezioni generali del 2024. Tuttavia, per chi abbia votato rimane un mistero, per quanto Trump abbia detto che il fratello del Papa è un noto MAGA.

Nonostante le speculazioni social e le battute sulla candidatura presidenziale, Papa Leone XIV continuerà a esercitare la sua influenza dalla Santa Sede, usando la sua voce come contrappunto morale alle politiche dell’amministrazione Trump, senza mai attraversare il confine che separa il ruolo spirituale da quello politico elettorale.

 

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