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Home » Attualità » “Pensavamo fosse un missile dall’Iran”: meteorite sfonda il tetto di una casa, terrore in Germania

“Pensavamo fosse un missile dall’Iran”: meteorite sfonda il tetto di una casa, terrore in Germania

Un meteorite ha sfondato il tetto di una casa a Coblenza l'8 marzo 2026. Nessun ferito, ma la paura è stata tanta: qualcuno ha pensato a un missile.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino10 Marzo 2026
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meteorite contro la Terra
meteorite contro la Terra (FreePik)
La scorsa domenica, un bolide ha attraversato i cieli dell’Europa occidentale a circa 70.000 chilometri orari, producendo una scia di fuoco visibile da mezza Europa. A Coblenza, nel quartiere di Güls, uno dei frammenti ha sfondato il tetto di un’abitazione privata aprendo un foro di 30 centimetri e raggiungendo la camera da letto. Nessun ferito, ma il panico nelle prime ore è stato reale.

La scia luminosa ha attraversato i cieli di Germania, Francia, Belgio, Lussemburgo e Svizzera in pochi secondi. Sul territorio tedesco, residenti di almeno sei Länder hanno ripreso il fenomeno con i propri smartphone, inondando i social di video. In molte riprese è visibile la traiettoria del corpo celeste, marcata da una scia simile a quella di condensazione lasciata dagli aerei.

Secondo i dati preliminari del team di Difesa Planetaria dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), l’oggetto originario aveva un diametro stimato tra i due e i tre metri prima di disintegrarsi nell’atmosfera. La velocità di ingresso spiega la luminosità eccezionale: anche le stazioni sismiche della Germania sud-occidentale hanno registrato l’onda d’urto, permettendo ai ricercatori di ricostruire con precisione la traiettoria del bolide.

Verso le 19:00, un frammento ormai quasi del tutto consumato dalla combustione ha impattato sul tetto di una casa nel quartiere Güls di Coblenza. La polizia locale ha comunicato che il meteorite ha aperto un varco di circa 30 centimetri nelle tegole, ha attraversato il solaio e ha danneggiato le piastrelle di una camera da letto. Tra le macerie sono stati trovati residui di roccia, polvere e sabbia. Vigili del fuoco e agenti di polizia, giunti rapidamente sul posto, hanno escluso qualsiasi pericolo di contaminazione radioattiva o chimica.

Segnalazioni di danni minori sono arrivate anche da altre località della stessa regione, in particolare dall’Eifel e dall’Hunsrück. Un ciclista che in quel momento stava percorrendo una strada nei pressi di Coblenza ha descritto il suono dell’impatto come quello di un incidente stradale: un boato improvviso, poi il silenzio.

Il boato e la scia infuocata hanno generato allarme diffuso. Le centrali operative di emergenza di diverse regioni tedesche hanno ricevuto decine di chiamate da cittadini preoccupati. La polizia di Kaiserslautern ha riferito che molti segnalano “un corpo luminoso molto brillante con una breve scia di fuoco”, mentre in alcuni casi si è ipotizzato si trattasse di un missile proveniente dall’Iran o di un velivolo militare supersonico.

L’associazione, per quanto errata, è comprensibile: in un periodo storico segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dalle notizie sui lanci di missili e droni nelle zone di conflitto, una scia luminosa nel cielo notturno può evocare scenari ben più preoccupanti di un sasso extraterrestre. Solo a evento chiarito, la polizia di Kaiserslautern ha escluso ufficialmente “qualsiasi indicazione di un evento rilevante per la sicurezza”.

Gli esperti del Centro Aerospaziale Tedesco (DLR) e i ricercatori del KIT di Karlsruhe sono già al lavoro per mappare il cosiddetto strewn field, il campo di semina dei frammenti precipitati al suolo. I primi campioni recuperati tra le macerie del tetto di Coblenza mostrano le caratteristiche tipiche delle condriti: i meteoriti rocciosi più comuni, considerati estremamente preziosi dalla comunità scientifica perché conservano materiali risalenti alla formazione del sistema solare, circa 4,5 miliardi di anni fa.

Daniele Gardiol, coordinatore nazionale del progetto Prisma, la Prima Rete Italiana per lo Studio delle Meteore e dell’Atmosfera dell’INAF, e ricercatore dell’Osservatorio Astronomico di Torino, ha spiegato che l’oggetto originario era con ogni probabilità un asteroide “dell’ordine di alcune decine di centimetri”. Una stima preliminare, basata sull’analisi della luminosità e della durata della scia, che potrebbe essere aggiornata man mano che arriveranno nuovi dati.

Quando un corpo di questo tipo entra nell’atmosfera, l’attrito con l’aria produce temperature elevatissime che fanno brillare l’oggetto come una stella. Nella grande maggioranza dei casi si consuma completamente prima di toccare terra. Stavolta, però, qualcosa è sopravvissuto.

 

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