Venerdì scorso, a margine di una serie di telefonate dell’E4 con i leader europei, Macron, Starmer, Merz, sulla crisi in Iran, Giorgia Meloni ha trovato il tempo per un’altra chiamata, di tutt’altro tenore. Destinatario: Salvatore Michael Sorrentino, in arte Sal Da Vinci, fresco vincitore del Festival di Sanremo con Per sempre sì.
La telefonata è avvenuta pochi minuti prima che il cantautore napoletano salisse sul palco dello stadio Diego Armando Maradona, in occasione di Napoli-Torino. La premier ha fatto i complimenti per la performance al Teatro Ariston. Poi, quasi en passant, ha aggiunto una battuta destinata a circolare ben oltre la conversazione privata: “La tua “Per sempre sì” è pure un regalo per il referendum”.
Quella che in apparenza era una semplice battuta sta diventando, nei corridoi di Fratelli d’Italia, qualcosa di più concreto. L’ipotesi di usare il tormentone dell’Ariston come sottofondo musicale dei comizi referendari viene già discussa con una certa serietà. L’occasione di debutto potrebbe essere giovedì, quando Meloni è attesa a Milano, al Teatro Parenti, per il primo appuntamento ufficiale della sua campagna a favore del Sì.
Nel frattempo, i segnali si moltiplicano. Il ministro Francesco Lollobrigida ha già pubblicato sui propri canali Instagram un post con la strofa in evidenza. I Fratelli d’Italia campani, poi, rassicurano che eventuali questioni legate al copyright non dovrebbero rappresentare un ostacolo: “Sal lo conosciamo bene”, confidano alcuni esponenti del partito nel capoluogo partenopeo.
L’ironia della storia vuole che, proprio attorno a quel titolo, nelle settimane del Festival si fosse già scatenata una piccola bufera politica. Sui social aveva circolato un meme che attribuiva a Sal Da Vinci una dichiarazione di voto per il No. Una citazione falsa, che lo stesso cantante aveva smentito in conferenza stampa. Eppure l’equivoco era arrivato persino in televisione: il magistrato Nicola Gratteri, ospite a La7, lo aveva citato come sostenitore del No senza verificarne l’autenticità.
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Il meme in questione era costruito ad arte: riportava la scritta “La mia canzone si intitola “Per sempre sì”, ma al referendum costituzionale voterò No alla riforma Nordio“, con tanto di foto del cantante a corredo. Abbastanza credibile da fare il giro delle bacheche politiche di mezza Italia. Sal Da Vinci ha però chiarito la propria posizione senza mezzi termini alla conferenza stampa dell’Ariston: “Non ho mai dichiarato nulla su questo argomento. Non mi sono mai esposto da questo punto di vista: è una fake news“. Una smentita netta, che tuttavia non ha fermato la corsa del contenuto virale. Il risultato è paradossale: a pochi giorni dalla vittoria a Sanremo, il cantautore napoletano si ritrova conteso da entrambi gli schieramenti, la destra vuole la sua canzone per il Sì, la sinistra aveva provato ad arruolarlo per il No con parole che non aveva mai pronunciato. Lui, per ora, non si sbilancia con nessuno.
A chiudere il cerchio, con una battuta che difficilmente passerà inosservata, è stata la senatrice leghista Simonetta Matone. Ospite di Un giorno da pecora, ha commentato: “È un brano che va bene per quei matrimoni pacchiani del Napoletano, ma aiuta anche per il referendum”. Una frase che ha già fatto discutere, tanto per il tono quanto per il bersaglio geografico.
