Questa mattina, giorno della manifestazione “No Kings” a Roma, la deputata europea Ilaria Salis si è svegliata con un bussare insistente alla porta della sua stanza d’hotel. Erano le 7,30 e dall’altra parte c’erano gli agenti di polizia, arrivati per quello che hanno definito “semplici accertamenti”.
“Sono arrivati direttamente alla porta della camera e sono rimasti oltre un’ora”, racconta Salis come riportato dal Corriere della Sera. Un dettaglio che colpisce subito: nessuna telefonata preventiva dalla reception, come normalmente avviene in questi casi. Gli agenti hanno bussato e si sono presentati senza preavviso, innescando una situazione che la parlamentare europea definisce “evidentemente collegata al corteo”.
Nonostante abbia immediatamente chiarito di essere una deputata del Parlamento europeo, e quindi con immunità parlamentare, gli interrogativi sono continuati. “Mi hanno chiesto se avevo intenzione di andare alla manifestazione e se avevo con me oggetti per offendere”, spiega la parlamentare, sottolineando come le domande fossero esplicitamente riferite all’evento in programma quel giorno nella Capitale.
Gli agenti hanno deciso di non redigere alcun verbale dell’accertamento. “Sono andati via come nulla fosse ma era evidente che erano arrivati perché oggi a Roma c’è il corteo”, commenta Salis, provata ma anche sconcertata dall’accaduto.
La parlamentare si trovava a Roma da giovedì per svolgere alcune attività legate al suo ruolo istituzionale. “Non era un mistero che fossi nella Capitale. Però fino a oggi non era accaduto nulla”, precisa, evidenziando come l’intervento sia avvenuto proprio nella mattinata della manifestazione.
In un post su Facebook, la deputata ha detto:
Questa mattina la Polizia si è presentata all’alba nella mia stanza d’albergo a Roma per un CONTROLLO PREVENTIVO durato oltre un’ora in vista della manifestazione di oggi.
A quanto pare, effetto del Decreto Sicurezza.Rendiamoci conto a che punto siamo arrivati con il Governo Meloni al potere…viviamo già in uno Stato di polizia.
Ma non dobbiamo lasciarci intimidire. Manifestare è un diritto e lo dobbiamo difendere con tutte le nostre forze.
Ci vediamo alle 14 in Piazza della Repubblica! @nokingsitaly
La storia di Ilaria Salis è nota alle cronache: l’allora insegnante 39enne venne arrestata l’11 febbraio 2023 con l’accusa di aver partecipato al pestaggio di alcuni neonazisti durante un evento di skinheads e hooligans a Budapest. I due neonazisti riportarono ferite lievi mentre Salis venne fermata in un taxi, insieme a due antifascisti tedeschi, ore dopo l’aggressione. La donna ha sempre sostenuto di essere del tutto estranea ai fatti.
Inizialmente accusata di aver preso parte a quattro aggressioni, per due di queste la contestazione cadde quando emerse che all’epoca dei fatti non era ancora arrivata in Ungheria. Al momento del fermo, Salis fu trovata in possesso di un manganello retrattile che, come raccontò poi suo padre, aveva portato con sé per un’eventuale difesa personale.
Tenuta per mesi in carcere in Ungheria in condizioni degradanti, Salis venne eletta con Alleanza Verdi e Sinistra al Parlamento europeo. Grazie all’immunità riservata agli eurodeputati, fu liberata nel giugno del 2024, dopo un anno, quattro mesi e tre giorni di detenzione.
Nell’ottobre del 2025, la plenaria del Parlamento europeo riunita a Strasburgo votò per la conferma dell’immunità a Salis, con un solo voto di scarto. Su Instagram la deputata postò una foto di sé in piedi in Aula con il pugno alzato e la didascalia: “Siamo tutti antifascisti”. Parlando fuori dall’Aula definì il voto «una vittoria dell’antifascismo, dell’Europa antifascista».

In una nota successiva Salis rimarcò come quello fosse «un voto per la democrazia, lo stato di diritto e l’antifascismo», sottolineando che «questa decisione dimostra che la resistenza funziona». Tuttavia avvertì: «La lotta è tutt’altro che finita. Le minacce permangono e continuare a lottare è essenziale».
L’immunità parlamentare, come spiega il Parlamento europeo, non è un privilegio personale dei deputati ma una garanzia che permette loro di esercitare liberamente il mandato senza essere esposti a una persecuzione politica arbitraria. I membri del Parlamento europeo non possono essere ricercati, detenuti o perseguiti per le proprie opinioni o per i voti espressi nella loro veste di deputati.
L’immunità degli europarlamentari è duplice: consiste in una immunità analoga a quella concessa ai membri del parlamento nazionale nel territorio dello Stato membro di origine, e nell’esenzione da ogni provvedimento di detenzione e da ogni procedimento giudiziario nel territorio di ogni altro Stato membro. L’immunità non può comunque essere invocata nel caso di flagrante delitto.



