Cosa succederebbe se improvvisamente salisse in metro un supereroe in carne e ossa? È proprio quello che si è chiesto Francesco Pagnini, docente di Psicologia clinica all’Università Cattolica di Milano, che ha trasformato questa curiosità in un vero esperimento scientifico. Con tanto di costume da Batman.
Il professore, che ha lavorato per dieci anni ad Harvard, ha deciso di testare come reagiscono le persone quando qualcosa di totalmente inaspettato irrompe nella loro routine quotidiana. L’idea alla base è semplice: quando prendiamo sempre lo stesso treno, alla stessa ora, seguendo gli stessi percorsi, il nostro cervello entra in una sorta di “modalità automatica”. Non prestiamo più attenzione a ciò che ci circonda, andiamo avanti per inerzia.
Per verificare la sua teoria, Pagnini ha organizzato un test sulla metropolitana di Milano insieme al suo team. In alcuni vagoni è salita una ricercatrice con un pancione finto, fingendosi incinta. L’obiettivo era misurare quante persone avrebbero spontaneamente ceduto il posto. Ma la vera sorpresa è arrivata quando, in altri vagoni, oltre alla donna in gravidanza è apparso anche un secondo ricercatore travestito da Batman, che entrava da un’altra porta del treno mantenendosi a distanza.

I numeri parlano chiaro: quando Batman era presente, il 67% dei passeggeri ha offerto il proprio posto alla donna, cioè più di due persone su tre. Senza il supereroe, invece, solo il 37% si è alzato, poco più di una persona su tre. In pratica, la presenza del Cavaliere Oscuro ha quasi raddoppiato la gentilezza dei milanesi.
La cosa più affascinante? Quasi la metà delle persone che hanno ceduto il posto con Batman presente ha dichiarato di non averlo nemmeno notato. Eppure, in qualche modo, quella presenza insolita ha cambiato l’atmosfera del vagone, risvegliando l’attenzione e spingendo le persone a comportarsi in modo più premuroso verso gli altri.
Il professor Pagnini spiega che questo accade perché gli eventi imprevisti ci “svegliano” dal pilota automatico e ci riportano al momento presente. Quando siamo più attenti e consapevoli di quello che ci circonda, diventiamo naturalmente più sensibili ai bisogni degli altri. È un po’ come quando qualcuno accende improvvisamente la luce in una stanza buia: all’improvviso vedi tutto con maggiore chiarezza.
L’avventura ha avuto anche momenti esilaranti. Pagnini racconta che prima di iniziare l’esperimento, già vestito da Batman, ha portato tutto il team a prendere un caffè al bar dell’università. Lì ha incontrato il Preside di Facoltà, cioè il suo capo, che ovviamente è rimasto piuttosto sorpreso vedendolo in costume. La risposta del professore? “Per la scienza ci si immola!”, tra le risate generali.
C’è stata però una limitazione: la commissione etica che ha approvato il progetto ha chiesto di non usare la maschera completa sul volto, per evitare di spaventare qualcuno. Il costume includeva comunque il mantello iconico, il logo sul petto e il cappuccio con le orecchie da pipistrello, quindi era comunque perfettamente riconoscibile.
In totale sono stati osservati 138 viaggi in metropolitana e i risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Nature Mental Health. Si tratta del primo esperimento di questo tipo mai condotto, e apre nuove prospettive su come elementi sorprendenti possano risvegliare la nostra attenzione e incoraggiarci a comportamenti più altruistici nella vita di tutti i giorni.
La ricerca suggerisce che non servono chissà quali interventi complessi per rendere le persone più gentili: basta un pizzico di imprevisto per rompere la routine e riaccendere quella scintilla di empatia che spesso rimane sopita quando siamo distratti o assorbiti nei nostri pensieri.
Quindi la prossima volta che sali in metro, prova a guardarti intorno con occhi nuovi. Non si sa mai: potresti scoprire che essere più presenti rende anche te una persona migliore. Supereroe o no.



