Il Dipartimento di Giustizia americano ha iniziato a rendere pubblici i file sul caso Jeffrey Epstein, il finanziere accusato di traffico sessuale di minori morto in carcere nel 2019 in circostanze che l’autopsia ha classificato come suicidio. La pubblicazione, avvenuta venerdì 19 dicembre, risponde a una legge voluta dal Congresso e firmata dal presidente Donald Trump, che imponeva la divulgazione entro quella data.
I materiali includono fotografie mai viste prima, registri di volo degli aerei privati di Epstein, documenti aziendali e atti giudiziari delle tre indagini condotte negli anni 2005, 2008 e 2019. Durante l’esame di questi file, il viceministro della Giustizia Todd Blanche ha rivelato che sono state individuate oltre 1.200 vittime, tutte giovani donne il cui nome è stato cancellato per proteggerle.
Tra le immagini più discusse ci sono quelle dell’ex presidente Bill Clinton. Una lo ritrae in una vasca idromassaggio insieme a Ghislaine Maxwell, la complice di Epstein condannata a 20 anni di prigione per traffico sessuale di minori, e un’altra donna con il volto oscurato. Altre foto mostrano Clinton che nuota in piscina con Maxwell e una terza persona non identificata. In un’altra immagine, una giovane donna con il viso censurato è seduta sul bracciolo della sua poltrona con un braccio sulle sue spalle.
Il portavoce di Clinton ha respinto ogni accusa, sostenendo che l’ex presidente non sapeva dei crimini di Epstein all’epoca e ha interrotto ogni contatto prima che lo scandalo esplodesse. Ha anche accusato l’amministrazione Trump di usare queste foto come strategia di distrazione, insinuando che la Casa Bianca abbia nascosto i documenti per mesi per coprire altre questioni imbarazzanti.
Nonostante un’amicizia documentata tra Trump ed Epstein durata anni, il presidente attuale compare raramente nei file. La sua immagine appare solo in uno scatto sulla scrivania del finanziere, dove si vedono ritratti di vari leader mondiali e un album fotografico con foto di Trump e alcune donne. L’assenza ha fatto discutere, considerando che i due erano amici intimi negli anni Novanta.

Tra le altre figure presenti nei file c’è Michael Jackson, fotografato durante una cena con Maxwell, Clinton e la cantante Diana Ross. L’ex principe Andrea d’Inghilterra appare sdraiato sulle gambe di diverse donne (tutte con il volto oscurato tranne Maxwell, ritratta in piedi mentre ride). Compaiono anche immagini di altri personaggi famosi come il giornalista Walter Cronkite e lo stilista David Copperfield insieme a Maxwell.
I documenti includono anche una rubrica telefonica di quasi 100 pagine con contatti del mondo dello spettacolo, della finanza e dell’imprenditoria. C’è persino la “Masseuse List“, un elenco di 254 presunte massaggiatrici i cui nomi sono stati completamente censurati.
Democratici e alcuni repubblicani hanno subito criticato l’amministrazione Trump per non aver rispettato la legge. Il senatore democratico Chuck Schumer ha definito il rilascio “non trasparente”, sottolineando che molte pagine risultano completamente annerite. Un file di 119 pagine sulle testimonianze alla giuria, per esempio, è totalmente oscurato nonostante un giudice ne avesse autorizzato la pubblicazione.
Il deputato repubblicano Thomas Massie, che aveva spinto per questa legge, ha dichiarato che il rilascio parziale “fallisce nel rispettare sia lo spirito che la lettera della legge”. Mancano infatti documenti chiave come la bozza d’accusa e i verbali delle interviste ai testimoni.
Blanche ha spiegato che circa 200 avvocati stanno esaminando i file per proteggere le identità delle vittime e ha promesso che nei prossimi giorni verranno pubblicate altre centinaia di migliaia di pagine. Alcune sopravvissute hanno espresso frustrazione nel cercare informazioni sui propri casi, anche se Maria Farmer, una delle vittime, si è detta soddisfatta che compaia finalmente la sua denuncia del 1996 all’FBI, ignorata all’epoca.
Questo primo rilascio non contiene rivelazioni clamorose ma riporta l’attenzione sui fallimenti del sistema giudiziario che per anni non ha fermato Epstein, nonostante le numerose denunce. Il finanziere aveva infatti ottenuto nel 2008 un accordo controverso che gli permise di scontare solo 13 mesi di carcere prima di essere nuovamente arrestato nel 2019, poco prima della sua morte.



