Il controverso rapporto tra il presidente Donald Trump e il defunto finanziere Jeffrey Epstein torna al centro dell’attenzione politica americana. La commissione di sorveglianza della Camera dei Rappresentanti ha pubblicato nelle scorse ore una serie di email private in cui Epstein menziona esplicitamente Trump, sollevando nuove domande sulla natura della loro relazione e alimentando lo scontro tra democratici e repubblicani sul rilascio integrale dei cosiddetti “Epstein files”.
Le comunicazioni fanno parte di un pacchetto di 23.000 documenti che l’eredità di Epstein ha consegnato alla commissione, secondo quanto annunciato dal membro di rango democratico Robert Garcia. Tra questi figurano scambi epistolari tra Epstein e la sua ex compagna Ghislaine Maxwell, attualmente in carcere per vent’anni per il suo coinvolgimento nella rete di traffico sessuale orchestrata dal finanziere.
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In una email del 2011 indirizzata a Maxwell, Epstein scrive: “Voglio che tu ti renda conto che quel cane che non ha abbaiato è Trump. Una vittima ha passato ore a casa mia con lui, non è mai stato menzionato nemmeno una volta“. Maxwell risponde laconicamente: “Ci stavo pensando…“. Il messaggio sembra suggerire che Trump non avesse rilasciato dichiarazioni pubbliche su situazioni potenzialmente compromettenti nonostante la sua presunta conoscenza diretta.
Un’altra comunicazione significativa risale al 31 gennaio 2019, quando Epstein scrive all’autore Michael Wolff riferendosi al club privato di Trump, Mar-a-Lago: “Trump ha detto che mi ha chiesto di dimettermi, mai stato membro. Ovviamente sapeva delle ragazze dato che ha chiesto a Ghislaine di smettere“. Questa affermazione contraddice parzialmente le versioni pubbliche fornite da Trump sulla fine della loro amicizia.
La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha respinto con forza le implicazioni delle email, accusando i democratici di aver “selettivamente fatto trapelare email ai media liberali per creare una falsa narrativa e diffamare il presidente Trump“. Leavitt ha affermato che la vittima non identificata menzionata nelle email sarebbe Virginia Giuffre, una delle principali accusatrici di Epstein deceduta, che secondo la Casa Bianca “ha ripetutamente dichiarato che il presidente Trump non era coinvolto in alcun illecito“. Leavitt ha ribadito che “Trump ha cacciato Jeffrey Epstein dal suo club decenni fa per aver molestato le sue dipendenti donne, inclusa Giuffre“.
La controversia si inserisce in un più ampio dibattito sul rilascio completo dei file governativi relativi a Epstein. Fino ad oggi, la commissione ha rilasciato oltre 33.000 pagine di documenti relativi al caso, inclusa una copia elettronica redatta del libro degli ospiti per il cinquantesimo compleanno di Epstein, che sembrava contenere messaggi di Trump e Bill Clinton, tra gli altri. Un informatore ha recentemente condiviso informazioni con la commissione giudiziaria della Camera secondo cui Maxwell starebbe ricevendo un trattamento speciale nella prigione del Texas dove è stata trasferita alcuni mesi fa.
