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Home » Attualità » Sembravano pepite, ma erano “solo” calcoli renali: l’audace colpo dei soliti ignoti è avvenuto a Pordenone

Sembravano pepite, ma erano “solo” calcoli renali: l’audace colpo dei soliti ignoti è avvenuto a Pordenone

Ladri a Pordenone scambiano calcoli renali per pepite d'oro. La surreale vicenda in via Istria solleva dubbi sulla sicurezza e ironia sul web.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino17 Febbraio 2026
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pietre d'oro
pietre d'oro (fonte: Unsplash)

Una vicenda che oscilla tra il grottesco e il surreale si è consumata lo scorso 16 febbraio a Pordenone, trasformando un comune furto in abitazione in un aneddoto destinato a restare nella cronaca locale per la sua singolarità. Mentre la città e il territorio circostante riflettono sull’incremento dei reati contro il patrimonio, l’episodio di via Istria offre uno spaccato quasi tragicomico sulla “professionalità” dei malviventi moderni.

I fatti hanno avuto luogo nell’appartamento di Giuseppe Ragogna, figura nota nel panorama giornalistico regionale in quanto ex vicedirettore del Messaggero Veneto. I ladri, seguendo un copione ormai consolidato, hanno guadagnato l’accesso all’immobile arrampicandosi fino a un terrazzino. Una volta all’interno, hanno agito con la tipica rapidità dei “topi d’appartamento”, mettendo a soqquadro le stanze, svuotando armadi e rovistando tra gli effetti personali della famiglia alla ricerca di beni facilmente monetizzabili.

una rappresentazione grafica del dolore ai reni
Una rappresentazione grafica del dolore ai reni (fonte: Unsplash)

Nonostante l’impegno profuso nel setacciare l’abitazione, il guadagno immediato è apparso subito esiguo: il fondo cassa sottratto non supererebbe i centocinquanta euro, una somma composta da monete e banconote di piccolo taglio in varie valute. È stato probabilmente in questo momento di magra che l’attenzione dei criminali è caduta su un oggetto particolare: una piccola scatola custodita con discreta cura.

All’interno del cofanetto brillavano dei frammenti minerali dalla forma irregolare e dal colore suggestivo. Convinti di aver finalmente trovato il “colpo” della serata, ovvero delle pepite d’oro grezzo, i ladri hanno prelevato il contenitore con estrema cautela, dileguandosi poi nel buio. Ciò che gli ignoti malviventi non potevano sospettare è che quei piccoli solidi non avessero alcun valore di mercato. Si trattava, infatti, di calcoli renali che il proprietario stava conservando in attesa di sottoporli a esami clinici specifici, la cui composizione, a base di ossalato di calcio o fosfati, può conferire loro un aspetto cristallino e una consistenza che, a un occhio inesperto e sotto pressione, può essere confusa con frammenti di minerali nobili.

Al di là del valore quasi nullo della refurtiva e della goffaggine dei responsabili, resta l’amarezza per la violazione della sfera privata. Le forze dell’ordine sono attualmente al lavoro per identificare i colpevoli.

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