Serena Williams non smette mai di far parlare di sé, anche lontano dai campi da tennis. La campionessa statunitense ha infatti sorpreso fan e media annunciando pubblicamente di aver perso oltre 14 chili grazie all’utilizzo di farmaci GLP-1, commercializzati con nomi come Ozempic, Wegovy e Mounjaro, nell’ambito di una collaborazione pubblicitaria con la piattaforma telemedica Ro.
La rivelazione è arrivata attraverso una campagna mediatica lanciata in concomitanza con l’US Open, nella quale Serena compare mentre si inietta il farmaco. “Dopo la gravidanza, questo era ciò di cui il mio corpo aveva bisogno“, ha dichiarato l’ex numero uno del tennis mondiale, spiegando di aver affiancato alla terapia un percorso rigoroso fatto di esercizio fisico e dieta bilanciata. Williams ha sottolineato che non si tratta di una scorciatoia, ma di una scelta meditata, presa dopo consulti medici e approfondite ricerche personali.

La trasparenza di Serena ha diviso il pubblico. Molti hanno apprezzato il coraggio di un’icona dello sport nel raccontare senza filtri una decisione personale che rompe lo stigma legato all’uso di farmaci per il controllo del peso, soprattutto in un contesto delicato come quello del post-parto. In tanti hanno visto nel suo messaggio un invito a prendersi cura di sé senza vergogna, anche con l’aiuto della medicina.
Allo stesso tempo, però, non sono mancate le critiche. Una parte di fan e osservatori ritiene che la scelta di Williams rischi di normalizzare l’uso estetico di medicinali nati per il trattamento del diabete di tipo 2, promuovendo standard fisici irrealistici e creando un pericoloso precedente. Alcuni hanno parlato di un tradimento simbolico: per anni Serena è stata il volto di un’idea di forza e diversità corporea lontana dai canoni tradizionali, e oggi appare allineata alla tendenza globale dei GLP-1. Altri, invece, pur rispettando la scelta di Williams di gestire come meglio creda il suo corpo, hanno sottolineato la poca chiarezza nell’essere testimonial di un farmaco.
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Il dibattito si è acceso anche tra gli esperti di salute. Medici e nutrizionisti hanno ricordato che questi farmaci possono avere effetti collaterali importanti e che la sospensione porta spesso a un recupero del peso. Inoltre, l’impennata di richieste legata alla loro popolarità rischia di creare carenze di forniture per i pazienti che ne hanno reale necessità medica.
In questo scenario, il gesto di Serena Williams assume un peso che va oltre la testimonianza personale. La sua figura pubblica amplifica un fenomeno già in crescita, dando visibilità a un mercato miliardario e sollevando interrogativi su salute, immagine corporea e responsabilità delle celebrità.



