A Roma, oggi, i funerali di Enrica Bonaccorti nella Chiesa degli Artisti a Piazza del Popolo, un evento che ha visto la partecipazione commossa di volti noti dello spettacolo e di una folla di cittadini. Al posto dei tradizionali ceri, il feretro è stato circondato da quattro alberi di limoni, rispettando l’espresso desiderio della conduttrice di non avere fiori recisi. La cerimonia è stata scandita dalle note di “La lontananza” e “Il Cielo”, e dalla lettura di una toccante lettera inviata dall’amico fraterno e grande amore Renato Zero.
La decisione di sostituire i fiori recisi con piante di limoni non è stata casuale: la conduttrice li considerava un segno di vita, contrapposti alla “morte” dei fiori tagliati che definiva inutili per un rito funebre. Questa grazia ironica ha accompagnato l’ingresso della salma sulle note de La lontananza, il capolavoro che lei stessa scrisse per Domenico Modugno, creando un legame indissolubile tra la sua eredità artistica e il momento del commiato.
Uno dei momenti più carichi di emozione è stato segnato dalle parole di Renato Zero, lette da Monsignor Antonio Staglianò. Il cantante ha promesso di lasciare “la porta sempre aperta” per l’amica, certo che il suo spirito continuerà a farle visita.
Mi mancherà il tuo sorriso gentile. Ma ti sentirò sempre e per sempre vicino. Lascerò sempre aperta la mia porta perché sono sicuro che passerai a trovarmi. Ti rivedrò.

In chiesa, tra i banchi affollati, erano presenti figure storiche della televisione e della cultura italiana come Mara Venier, Alberto Matano, Eleonora Daniele, Alba Parietti e Giancarlo Magalli.
L’amica e scrittrice Barbara Alberti ha tratteggiato il ritratto di una donna “speciale e gioiosa”, che ha trovato nella figlia Verdiana la compagna di vita definitiva. Durante l’omelia, il celebrante ha esortato i presenti a farsi eredi della bellezza di Enrica, definendo la sua capacità di sorridere anche nel dolore come un “vizio” da custodire. È stata inoltre citata la sua attività di autrice e poetessa, ricordando i suoi recenti scritti sulle solitudini umane e la sua capacità di dare un nome all’ingiustizia e alla sofferenza senza mai spezzarsi.
Solo poche settimane prima della scomparsa, Enrica Bonaccorti era apparsa in televisione ospite di Caterina Balivo e Alberto Matano. In quelle occasioni, nonostante le fragilità della salute che non aveva mai nascosto, mostrandosi con la parrucca e parlando apertamente delle sue “rughe” dell’anima, si era dichiarata grata per l’ondata di affetto ricevuta. Aveva confidato di dedicare le sue giornate alla scrittura della sua autobiografia, un esercizio che considerava terapeutico e che consigliava a tutti per approfondire la conoscenza di se stessi.



