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Home » Attualità » Morta Enrica Bonaccorti: addio al volto storico della TV, aveva 76 anni ed era malata da tempo

Morta Enrica Bonaccorti: addio al volto storico della TV, aveva 76 anni ed era malata da tempo

Enrica Bonaccorti è morta oggi a 76 anni, stroncata da un tumore al pancreas, è stata protagonista di mezzo secolo di televisione italiana.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino12 Marzo 2026Aggiornato:12 Marzo 2026
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Una sorridente Enrica Bonaccorti
Una sorridente Enrica Bonaccorti (YouTube)

Enrica Bonaccorti è morta oggi, giovedì 12 marzo 2026, all’età di 76 anni. La causa è un tumore al pancreas, lo stesso che aveva portato via Eleonora Giorgi esattamente un anno prima. La notizia ha fermato il mondo dello spettacolo italiano: per mezzo secolo, quella voce e quel volto avevano abitato gli schermi, le radio e le pagine di libri con un’eleganza che pochi hanno saputo eguagliare.

La diagnosi risaliva all’estate del 2025. Per mesi Enrica aveva scelto il silenzio, sparendo dai social e dalle telefonate degli amici più cari. Poi, il 29 settembre, una foto su Instagram l’aveva mostrata su una sedia a rotelle, spinta dalla figlia Verdiana. In quel post aveva scritto di essersi nascosta per quattro mesi, di aver provato una specie di congelamento interiore — non paura, non dolore dichiarato, ma un’assenza prolungata, come un letargo vissuto con gli occhi aperti. L’ultima apparizione pubblica risaliva al 25 gennaio 2026, ospite di Silvia Toffanin a Verissimo: il tumore non aveva risposto alla chemioterapia quanto sperato, i cicli erano ripresi, le speranze erano poche.

 

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Nata a Savona il 18 novembre 1949, figlia di un ufficiale di polizia ed ex partigiano, Enrica Bonaccorti aveva trascorso l’adolescenza spostandosi tra diverse città italiane prima di stabilirsi a Roma. Fu lì che si avvicinò al teatro, entrando nella compagnia di Domenico Modugno e Paola Quattrini. Con Modugno nacque anche una collaborazione artistica duratura: Enrica scrisse i testi di La lontananza e Amara terra mia, due canzoni destinate a diventare classici della musica popolare italiana.

Il debutto televisivo arrivò nel 1978 su Rai, ma fu il biennio 1983-1985 a consacrarla. Con Italia Sera, programma giornalistico condotto prima accanto a Mino Damato e poi a Piero Badaloni, si guadagnò la fiducia del pubblico del mezzogiorno. La sua era una conduzione senza gobbo, priva di artifici, che sapeva di rispetto autentico verso chi guardava. Fu quel programma a farla notare abbastanza da affidarle Pronto, chi gioca?, un’eredità che nessuno voleva raccogliere dopo Raffaella Carrà, che lasciava numeri da oltre quattro milioni e mezzo di spettatori. Mondaini e Vianello, Tognazzi, Virna Lisi, Nino Manfredi: tutti avevano declinato. Lei accettò, quasi controvoglia. Il programma andò benissimo, qualcuno parlò di miracolo, e il soprannome “la miracolata” rimase.

Il passaggio a Fininvest non fu una scelta, fu quasi una conseguenza. Quando annunciò in diretta di essere incinta, la stampa dell’epoca la accusò di aver usato il servizio pubblico per fini personali. In quelle ore di polemiche perse il bambino che portava in grembo. La Rai, a suo dire, non le fu vicina. Silvio Berlusconi la aspettava da tempo.

Nel 1991 arrivò a Non è la Rai, dove rimase impressa una scena rimasta nella memoria collettiva: una telespettatrice aveva già in mano la risposta (“eternit”) al Cruciverbone prima ancora che la domanda venisse letta. Una truffa che la ferì profondamente, e la cui reazione, “datemi una mitragliatrice”, non rinnegò mai. Da lì il suo ruolo televisivo si ridimensionò progressivamente, scivolando verso l’opinionismo e poi verso la radio e la scrittura. Cinque libri pubblicati, una vita intellettuale che non si fermò mai.

Enrica Bonaccorti conviveva da anni con la prosopagnosia, un disturbo neurologico che impedisce di riconoscere i volti delle persone, e nei casi più gravi, persino la propria immagine allo specchio. Lo stesso disturbo che colpisce l’attore Brad Pitt. Ne aveva parlato con ironia, raccontando un episodio emblematico: a un evento Fininvest aveva chiacchierato a lungo con un signore, chiedendogli alla fine cosa facesse nella vita. Era Fedele Confalonieri, presidente del gruppo.

Verdiana, la figlia avuta dallo sceneggiatore Daniele Pettinari, che aveva lasciato la famiglia quando la bambina aveva pochi mesi, era rimasta il centro della sua vita. Nel 2023 Enrica aveva già sfiorato la morte per un’altra ragione: un intervento d’urgenza a cuore aperto, otto ore in sala operatoria, quattro bypass. Si era ripresa, aveva smesso di fumare dopo decenni, aveva cambiato stile di vita. Ma il tumore al pancreas non ha lasciato spazio.

Il compagno degli ultimi ventiquattro anni, Giacomo Paladino, era scomparso nel 2021. Renato Zero, con cui aveva vissuto una storia d’amore negli anni Settanta poi trasformatasi in amicizia profonda, le era rimasto accanto fino alla fine.

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