Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha rilasciato un’intervista al quotidiano La Repubblica in cui ha descritto uno stato di profonda preoccupazione legato alla guerra in Medio Oriente, rivelando che le informazioni riservate di cui dispone gli causano insonnia. “Vivo questa guerra e le sue possibili conseguenze ventiquattro ore al giorno. Sono costretto a sapere cose che non mi fanno più dormire“, ha dichiarato al giornalista Tommaso Ciriaco.
Le parole del ministro arrivano a un mese di distanza dall’inizio degli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro l’Iran, iniziati a fine febbraio e quasi in contemporanea con il divieto di uso della base militare di Sigonella agli aerei americani diretti in Medio Oriente. Crosetto ha espresso particolare preoccupazione per gli sviluppi delle prossime settimane e per l’impatto che il conflitto avrà sull’economia italiana e sulla vita quotidiana dei cittadini. Il riferimento è all’enorme crisi energetica provocata dalla guerra, con l’aumento del costo dei carburanti e il blocco delle esportazioni di gas, che rischia di innescare una crisi economica molto più ampia.
A preoccupare il ministro c’è anche la sconfitta del governo al referendum sulla riforma della magistratura del 22 e 23 marzo. Crosetto ha però escluso categoricamente che la sua insonnia sia legata all’esito referendario, definendo quella del governo non una sconfitta politica ma “una sconfitta della giustizia e di alcuni valori democratici“.
Secondo il cofondatore di Fratelli d’Italia, la vittoria del No era stata prevista dai sondaggi da quattro settimane e riflette una tendenza profonda dell’elettorato italiano. “Il nostro è un Paese che si unisce più facilmente dietro ai No”, ha osservato, riconoscendo comunque che il voto ha un peso politico da non ignorare. “Il fronte del no ha unito tante cose diverse, tra loro spesso incompatibili o, addirittura, antitetiche. Per questo io riduco il peso politico dell’armata eterogenea che canta vittoria, ma attribuisco un valore enorme al voto. Che deve far riflettere, capire e agire. Ma senza isterismi“.
Il ministro ha respinto con fermezza l’interpretazione secondo cui il risultato referendario sarebbe stato influenzato dalla vicinanza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al presidente statunitense Donald Trump. “Questa storia della vicinanza a Trump, usata per delegittimare il governo, non so se sia più ridicola o più pretestuosa al limite dell’offesa“, ha affermato. Una risposta che appare in linea con la scelta di Meloni di prendere un po’ le distanze da Trump prima del voto, proprio per non comprometterne l’esito vista l’impopolarità del presidente statunitense in Italia.
Crosetto ha comunque ribadito che l’alleanza con gli Stati Uniti resta fondamentale per l’Italia e l’Europa. “Trump è il presidente di una nazione, eletto a stragrande maggioranza, e fa la sua strada senza ascoltare nessuno, se non se stesso. Noi facciamo la nostra strada senza sudditanza“, ha spiegato, aggiungendo che “l’alleanza con gli Usa è garanzia di libertà e sicurezza per l’Italia e l’Ue“.
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Nel ragionamento del ministro della Difesa, la relazione con Washington va separata dalla contingenza politica rappresentata da Trump. “Trump passerà, come tutti, ma l’Italia, l’Ue, l’Occidente e gli Usa devono rimanere alleati“, ha affermato, avvertendo che l’Europa senza gli Stati Uniti resterebbe “il vaso di coccio del mondo” e che una reale deterrenza autonoma non sarebbe disponibile prima di 8-10 anni.
Sulla guerra in Medio Oriente, Crosetto ha chiarito la posizione italiana: “Noi non abbiamo condiviso questa guerra e nessuno ci ha chiesto il nostro parere”. Al tempo stesso ha insistito sulla necessità di una soluzione diplomatica, ricordando che “la durata delle guerre non dipende dalla potenza dei più forti, come anche in Ucraina si vede, ma dalla resistenza dei più deboli” e che l’Iran, per dimensioni, popolazione e storia, non può essere letto in modo semplificato.
Sull’ipotesi di elezioni anticipate, il ministro non le considera un pericolo per il centrodestra, ma le ritiene inopportune nell’attuale contesto. “Il voto anticipato penso spaventi più il campo largo che il centrodestra”, ha detto, sottolineando però che “in questo momento il senso di responsabilità ci impone di lavorare per affrontare le varie crisi in atto“.
Crosetto ha poi commentato le dimissioni volute da Meloni dopo il referendum: quelle del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, della ministra del Turismo Daniela Santanchè e della capa di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi. “La sconfitta è di tutti quelli che ci hanno creduto“, ha osservato, definendo il loro sacrificio politico “un modo a caldo di dimostrare che si era recepito un messaggio”. Sulla Santanchè ha aggiunto: “Ricordo a tutti che si è dimessa una persona che, secondo la Costituzione più bella del mondo, oggi è innocente”.
Quanto alla vicenda dell’ex sottosegretario Delmastro, che era stato in società fino a poco tempo fa con la figlia ventenne di un uomo in carcere con una condanna definitiva per reati di mafia, Crosetto ha parlato più di “imprudenza superficiale” che di questione morale, definendolo “un nemico giurato delle mafie” e “un talebano della legalità“. E ha rivendicato la sua posizione di principio: “Continuerò a essere convinto che le persone vanno punite quando sono colpevoli e non quando qualcuno decide di accusarle“.
Vale la pena ricordare che quando Stati Uniti e Israele hanno iniziato ad attaccare l’Iran a fine febbraio, Crosetto si trovava a Dubai senza scorta, sebbene l’attacco fosse ritenuto imminente. Il ministro aveva in seguito spiegato la sua presenza negli Emirati in modo lacunoso e contraddittorio, suscitando polemiche.



