
Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Milano, sotto il coordinamento del pm Rosario Ferracane e del procuratore Marcello Viola, hanno ricostruito un quadro indiziario preciso e inquietante. Igor avrebbe convinto il padre, suo socio nel settore della finanza e degli investimenti, a raggiungere Milano per partecipare a quello che sembrava un normale incontro di lavoro. Una volta nella stanza del B&B, però, l’obiettivo era tutt’altro: costringere il 54enne a cedere il controllo del proprio portafoglio digitale, trasferendo la somma di 250.000 euro in criptovalute. Il movente, quindi, era prettamente economico.
Un dettaglio emerso dalle indagini tecnico-digitali chiarisce ulteriormente la dinamica: poco prima dell’incontro, un account Telegram registrato con il nome “Kirill” aveva inviato ad Alexander l’indirizzo del B&B. Si trattava, con ogni probabilità, di un profilo creato appositamente per indirizzare la vittima verso la trappola. Nelle stesse ore, dai server bancari è risultato un movimento sospetto: il portafoglio digitale del 54enne veniva svuotato e le criptovalute trasferite verso una destinazione ancora non identificata dagli inquirenti.
Gli accertamenti autoptici hanno stabilito che Alexander Adarich presentava segni di violenza a collo e polsi, compatibili con una precedente costrizione fisica, e che, con ogni probabilità, era già privo di vita al momento della caduta dalla finestra.
Un elemento centrale nell’inchiesta è la presenza di Igor nella stanza al momento della tragedia. Le telecamere della zona avevano ripreso un uomo affacciato alla finestra da cui era precipitato il padre. La stessa persona, subito dopo, era stata vista scendere e scambiare alcune parole con la custode dello stabile, prima di allontanarsi. Dopo i fatti, Igor aveva lasciato l’Italia servendosi del biglietto aereo di ritorno prenotato insieme al padre — un dettaglio che non era sfuggito agli investigatori — rifugiandosi a Barcellona, dove vive la madre.
Interrogato in un secondo momento dalle autorità spagnole, il 34enne aveva fornito una versione dei fatti difficilmente credibile: avrebbe detto di essere stato anch’egli sequestrato da uomini sconosciuti all’interno dell’appartamento, e che questi stessi soggetti gli avrebbero poi ordinato di rientrare in Spagna senza denunciare nulla. Una ricostruzione che, alla luce delle evidenze investigative, non ha convinto gli inquirenti.
L’arresto è il frutto di una complessa cooperazione tra forze dell’ordine di diversi Paesi. L’operazione ha visto la partecipazione del Servizio Centrale Operativo, della Squadra Mobile di Milano, del Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia e il raccordo con Europol ed Eurojust. Due investigatori della Polizia di Stato italiana sono stati inviati appositamente a Barcellona per assistere alle fasi del fermo. Igor Adarich si trova ora a disposizione delle autorità spagnole, in attesa delle procedure di estradizione verso l’Italia, dove dovrà rispondere delle accuse davanti alla magistratura milanese.
Alexander Adarich aveva costruito la propria carriera nel sistema bancario ucraino, per poi trasferirsi in Spagna nel 2017. Padre e figlio lavoravano insieme nel settore degli investimenti finanziari. Una storia di famiglia, dunque, che si è trasformata, secondo l’accusa, in uno degli episodi di cronaca più oscuri e dolorosi degli ultimi mesi.



