Paolo Petrecca ha ufficialmente rimesso il proprio mandato nelle mani dell’amministratore delegato Rai, Giampaolo Rossi. Il direttore di Rai Sport lascerà l’incarico al termine delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, ponendo fine a una delle vicende più controverse della recente storia della televisione pubblica italiana. A raccogliere il testimone sarà Marco Lollobrigida, attuale vicedirettore della testata sportiva, che assumerà la guida in via transitoria non appena si spegneranno i riflettori sui Giochi. Il suo compito principale sarà quello di ricucire i rapporti all’interno di una redazione profondamente lacerata da mesi di tensioni accumulate.
Ma cosa ha portato a questo punto di rottura? La storia inizia molto prima della cerimonia inaugurale. La redazione di Rai Sport aveva già bocciato per due volte il piano editoriale presentato da Petrecca, negandogli formalmente la fiducia. Un segnale chiaro, ignorato fino a quando non è arrivato l’episodio che avrebbe reso tutto irreversibile.
In occasione della cerimonia di apertura delle Olimpiadi, Petrecca ha scelto di mettersi personalmente al microfono per la telecronaca, sostituendo il collega Auro Bulbarelli, che aveva dovuto farsi da parte dopo aver anticipato alcune informazioni riservate sulla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La scelta si è rivelata un clamoroso passo falso: il direttore ha accumulato una serie di errori e gaffe che in poche ore hanno fatto il giro dei social network, trasformando un momento celebrativo per lo sport italiano in un caso mediatico di proporzioni nazionali.
A quel punto la redazione ha deciso di passare ai fatti: è stato annunciato uno sciopero di tre giorni al termine delle competizioni olimpiche, con le relative procedure di raffreddamento già avviate. In segno di protesta, giornalisti, telecronisti e autori hanno ritirato i propri nomi dai servizi durante le riprese olimpiche. Un’adesione massiccia che ha reso evidente, agli occhi di tutta Viale Mazzini, quanto fosse diventata critica la situazione.

Il sindacato Usigrai ha ribadito con forza che l’obiettivo della mobilitazione era uno solo: ristabilire la credibilità dell’azienda attraverso decisioni nette e trasparenti. A rendere ancora più pesante il quadro complessivo sono emerse contestazioni di natura gestionale legate alla direzione Petrecca. Fonti giornalistiche avrebbero segnalato un aumento considerevole dei costi operativi della testata, riconducibile ad assunzioni, promozioni, gratifiche e incarichi di consulenza esterna, con particolare riferimento a collaboratrici esterne, che avrebbero alimentato ulteriori malumori tra il personale interno.
Con l’annuncio ufficiale delle dimissioni, lo sciopero programmato potrà essere ritirato. Resta aperta, invece, la questione del futuro di Petrecca all’interno del gruppo Rai: la comunicazione ufficiale ne preserva formalmente l’incarico fino alla chiusura dei Giochi, ma non chiarisce quale ruolo potrebbe ricoprire in seguito.

Nel frattempo, in una storia pubblicata su Instagram Petrecca ha citato il Vangelo, in particolare il passo 26,20-29 di Matteo, nel quale Gesù annuncia il tradimento di Giuda durante l’Ultima cena. “Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. Mentre mangiavano disse: ‘In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà’. Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: ‘Sono forse io, Signore?. Ed egli rispose: ‘Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!’. Giuda, il traditore, disse: ‘Rabbì, sono forse io?’. Gli rispose: “Tu l’hai detto”“.
