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Home » Attualità » Tram deragliato a Milano: il malore del conducente all’origine della tragedia?

Tram deragliato a Milano: il malore del conducente all’origine della tragedia?

Due morti, oltre 40 feriti e una città sotto choc: il tram della linea 9 è uscito dai binari in viale Vittorio Veneto alle 16.11 di venerdì 27 febbraio 2026. Cosa dicono le indagini.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino28 Febbraio 2026
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Le immagini del tram deragliato
Le immagini del tram deragliato (YouTube)

Il tram numero 9, un moderno Tramlink bidirezionale di ultima generazione lungo 25 metri, stava percorrendo viale Vittorio Veneto in direzione Porta Venezia quando, senza rallentare, senza frenare, senza mai accennare a fermarsi, ha superato ad alta velocità l’ultima fermata prima dell’incrocio con via Lazzaretto. Pochi istanti dopo, il convoglio ha deragliato, impattato contro un albero che ne ha attutito parzialmente la corsa, e si è schiantato contro un edificio. La dashcam di un taxi ha immortalato la scena: il mezzo che entra in curva inclinato su un lato, poi si rovescia sull’altro, e infine scompare in una nuvola di polvere e bagliori dalla linea elettrica aerea.

Il bilancio è pesantissimo. Le due vittime sono Ferdinando Favia, 59 anni, commerciante di Vigevano che viaggiava in coda con la compagna (ricoverata in codice rosso)k, sbalzato fuori dal mezzo dall’impatto e deceduto sul posto e Abdou Karim Touré, 56 anni, di nazionalità senegalese, trasportato d’urgenza al Niguarda in codice rosso e morto nel tardo pomeriggio.

L’ipotesi investigativa su cui si concentrano gli inquirenti è quella di un malore improvviso alla guida. A sostenerla ci sono tre elementi convergenti: il tram che ha saltato completamente la penultima fermata (con persone in attesa sul marciapiede), la velocità descritta da tutti i testimoni come eccessiva per quel tratto e infine il mancato azionamento dello scambio dei binari. Il conducente, un dipendente ATM sulla sessantina con 34 anni di esperienza alle spalle, ha dichiarato ai colleghi accorsi sul posto: “Mi sono sentito male, ho avuto un malore”. Lo stesso ha poi confermato agli inquirenti in serata.

Il meccanismo dello scambio è centrale nella dinamica dell’incidente. In quel punto di viale Vittorio Veneto si incontrano due linee ferroviarie: per proseguire dritto lungo il viale, il conducente avrebbe dovuto premere un pulsante a bordo alcune centinaia di metri prima, così da tenere aperto lo scambio nella direzione corretta. Lo scambio è stato invece trovato in posizione «chiusa», ovvero orientato verso via Lazzaretto. Se il conducente fosse stato cosciente e in grado di guidare, avrebbe attivato il sistema: non l’ha fatto. In aggiunta, non è escluso che in quell’istante il semaforo all’incrocio fosse già rosso, il che avrebbe richiesto un’ulteriore fermata, eppure dalle prime immagini acquisite dagli investigatori non si registra alcun accenno di decelerazione.

Il tram deragliato
Il tram deragliato (YouTube)

Il procuratore capo di Milano Marcello Viola si è recato in prima persona sul luogo del disastro insieme al pubblico ministero Elisa Calanducci, alla quale sarà assegnato il fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose. Nel registro degli indagati è già stato iscritto il conducente, come da prassi in situazioni analoghe. Il telefono cellulare dell’uomo è stato sequestrato: la verifica degli spostamenti digitali è uno dei passaggi standard in questi casi. Il tramviere è stato sottoposto agli esami tossicologici di rito, per escludere l’influenza di alcol o sostanze stupefacenti. Nelle prossime ore saranno effettuate le autopsie sulle due vittime, mentre la Procura è pronta a nominare un consulente tecnico per le analisi cinematiche del mezzo.

ATM, l’azienda di trasporti milanesi proprietaria del Tramlink coinvolto, si è dichiarata «profondamente scossa» e ha assicurato la piena collaborazione con la magistratura. Il sindaco Giuseppe Sala, presente sul luogo, ha parlato di «tragedia», sottolineando come la minore affluenza in quel momento di tardo pomeriggio abbia probabilmente contenuto un bilancio che avrebbe potuto essere ancora più grave. Anche la premier Giorgia Meloni ha espresso cordoglio ufficiale a nome del governo.

 

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