Durante l’evento di sorteggio per i Mondiali di calcio 2026 a Washington, Donald Trump ha ricevuto il premio Fifa per la pace dalle mani di Gianni Infantino, presidente dell’organizzazione calcistica mondiale. La motivazione ufficiale parla di “azioni eccezionali nel promuovere la pace globale”, un riconoscimento che ha suscitato discussioni per il suo significato che va oltre lo sport. Sul palco del Kennedy Center, il presidente americano ha definito questo premio “uno dei più grandi onori” della sua vita, ringraziando la moglie Melania presente in sala. Trump ha poi rivendicato i risultati della sua amministrazione affermando che “il mondo è più sicuro ora” e che gli Stati Uniti sono diventati “il Paese più desiderato al mondo”.
Il rapporto tra il presidente americano e il numero uno della Fifa non è nuovo. L’assegnazione dei Mondiali 2026 a Stati Uniti, Canada e Messico era già avvenuta durante il primo mandato di Trump, segnando l’inizio di una collaborazione che si è rafforzata nel tempo. Trump ha elogiato Infantino per i record di vendita dei biglietti del prossimo torneo, sottolineando l’entusiasmo senza precedenti e la cooperazione con le nazioni vicine.
Un momento curioso è arrivato quando il presidente ha scherzato sul termine “football”, riconoscendo che Pelé aveva ragione a chiamare così il calcio: “Avremmo dovuto dare un altro nome al football americano”, ha detto strappando qualche risata.
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Dietro questo premio si nasconde una rete di relazioni che collega sport, politica e affari internazionali. Infantino ha costruito legami particolarmente stretti con il mondo arabo, culminati nell’assegnazione dell’Arabia Saudita come sede dei Mondiali 2034, avvenuta senza competizione.
La vicinanza tra Infantino e Trump è emersa chiaramente in diverse occasioni. Il presidente della Fifa era stato recentemente invitato a Sharm el-Sheikh da Trump per discutere di come “il calcio può aiutare nella ricostruzione di Gaza”, nonostante l’organizzazione non si sia mai espressa ufficialmente sulla situazione nella Striscia negli ultimi due anni. Infantino ha inoltre partecipato, insieme a Cristiano Ronaldo, a un incontro e una cena alla Casa Bianca tra Trump e il principe saudita Bin Salman.
La collaborazione tra la Fifa e l’amministrazione Trump ha portato vantaggi reciproci evidenti. La Fifa ha stabilito il proprio quartier generale nella Trump Tower e ha organizzato il primo Mondiale per club negli Stati Uniti grazie ai finanziamenti sauditi. Washington è stata inoltre scelta come città ospitante per il sorteggio dei gironi.
In cambio, Trump ha recentemente facilitato l’ottenimento di visti veloci per chi acquista biglietti del Mondiale, permettendo ai tifosi di tutto il mondo di arrivare più facilmente negli Stati Uniti per seguire le partite.
Questa premiazione dimostra come Infantino abbia acquisito un’influenza politica che supera di gran lunga il ruolo tradizionale di un dirigente sportivo, mescolando calcio e diplomazia internazionale in modi che non hanno precedenti nella storia dello sport.



