Una mail interna del Pentagono, rivelata venerdì 24 aprile dalla Reuters, ha svelato una serie di opzioni per punire gli alleati della Nato che non sostengono le operazioni militari statunitensi nella guerra contro l’Iran. Tra le misure contemplate figura la possibile sospensione della Spagna dall’Alleanza Atlantica, una mossa che avrebbe un impatto simbolico significativo sui rapporti transatlantici.
Il documento interno descrive la frustrazione americana per la riluttanza o il rifiuto di alcuni paesi membri di concedere agli Stati Uniti i cosiddetti diritti Abo, acronimo che sta per Access, Basing, Overflight. Si tratta dei diritti di accesso al territorio, stazionamento nelle basi militari e sorvolo dello spazio aereo, considerati dal Pentagono come il livello minimo in assoluto per la Nato.
Secondo quanto emerso dalla corrispondenza, la mail delinea diverse opzioni punitive contro i paesi definiti difficili. Tra queste figura la sospensione da incarichi importanti o prestigiosi presso l’Alleanza, una misura che colpirebbe il peso politico e diplomatico dei paesi non collaborativi. Nel caso specifico della Spagna, la sospensione avrebbe un effetto limitato sulle operazioni militari statunitensi, ma un impatto simbolico notevole.
La mail rivela anche che gli Stati Uniti starebbero valutando di rivedere la propria posizione sulle rivendicazioni britanniche delle isole Falkland, un segnale delle possibili ripercussioni diplomatiche che potrebbero estendersi oltre i confini europei. Non è chiaro se il documento preveda un ritiro parziale delle forze statunitensi dall’Europa, ma non viene suggerita un’uscita completa degli Stati Uniti dall’Alleanza né la chiusura di basi militari nel continente.

Interpellato per un commento ufficiale, l’addetto stampa del Pentagono Kingsley Wilson ha confermato indirettamente l’esistenza di queste deliberazioni: “Come ha affermato il presidente Trump, nonostante tutto ciò che gli Stati Uniti hanno fatto per i nostri alleati della Nato, loro non ci sono stati vicini”. Wilson ha aggiunto che il dipartimento della Guerra farà in modo che il Presidente disponga di opzioni credibili per garantire che gli alleati facciano la loro parte, senza fornire ulteriori dettagli sulle deliberazioni interne.
Un funzionario statunitense, riassumendo il contenuto della mail, ha spiegato che le opzioni politiche delineate avrebbero lo scopo di inviare un segnale forte agli alleati della Nato con l’obiettivo di diminuire il senso di pretesa degli europei. Una formulazione che evidenzia il crescente divario tra le aspettative americane e il livello di sostegno ricevuto dagli alleati europei nelle operazioni militari.
La reazione di Madrid non si è fatta attendere. A margine del Consiglio Europeo informale a Nicosia, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha risposto alle indiscrezioni affermando che in Spagna non si lavora sulle mail ma su documenti ufficiali e posizioni ufficiali degli Stati Uniti d’America. Sanchez ha ribadito che la posizione della Spagna è chiara: collaborazione assoluta con gli alleati, ma sempre nell’ambito del diritto internazionale.
La dichiarazione del premier spagnolo sottolinea una differenza di approccio fondamentale: mentre Washington chiede sostegno incondizionato alle proprie operazioni militari, Madrid subordina la propria cooperazione al rispetto delle norme. Una posizione che riflette le tensioni crescenti all’interno dell’Alleanza Atlantica sul ruolo della Nato nelle operazioni militari al di fuori dell’articolo 5 del trattato, quello che prevede la difesa collettiva in caso di attacco a un paese membro.
