Una delle trattative più movimentate nella storia recente di Hollywood si è conclusa con un vincitore inatteso. Paramount Skydance ha spuntato la battaglia per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery (WBD), mettendo sul piatto un’offerta complessiva da 111 miliardi di dollari. Netflix, che fino a poche ore prima sembrava in pole position, ha scelto di non rilanciare. E lo ha fatto nel giro di pochissimi minuti.
Il colpo di scena definitivo è arrivato nella giornata di ieri, quando il consiglio di amministrazione di Warner Bros. Discovery ha giudicato superiore la proposta rivista di Paramount, 31 dollari per azione in contanti, un dollaro in più rispetto al tentativo precedente, rispetto all’offerta già vincolante di Netflix. Al gruppo di Reed Hastings erano stati concessi quattro giorni lavorativi per rispondere. Ne è bastato meno di uno.
L’acquisizione riguarda l’intero gruppo Warner Bros. Discovery: studi cinematografici, il catalogo di personaggi iconici (da Harry Potter a Batman, fino a Il Signore degli Anelli e Game of Thrones), il servizio streaming HBO Max e la rete televisiva CNN. Il nuovo conglomerato avrà ricavi annuali vicini ai 70 miliardi di dollari.
I co-CEO di Netflix, Ted Sarandos e Greg Peters, hanno diffuso una nota laconico ma netta. “La transazione che avevamo negoziato avrebbe creato valore per gli azionisti, con un percorso chiaro verso l’approvazione regolatoria, tuttavia siamo sempre stati disciplinati e, al prezzo necessario per eguagliare l’ultima offerta di Paramount Skydance, l’accordo non è più finanziariamente interessante”.
In gergo finanziario, il rischio era cadere nella cosiddetta winner’s curse: vincere l’asta pagando un prezzo così alto da rendere l’operazione un peso, anziché un vantaggio. Wall Street ha premiato la scelta: le azioni Netflix hanno guadagnato oltre il 10% nella seduta successiva all’annuncio del ritiro, segnale che gli investitori hanno apprezzato la prudenza del management.

Tutto ha avuto inizio nel dicembre 2025, quando Netflix aveva annunciato con toni trionfali un’intesa vincolante con WBD per acquisire la divisione studio e streaming, HBO incluso, per circa 82,7 miliardi di dollari (enterprise value), pagando 27,75 dollari per azione. L’obiettivo era chirurgico: rafforzare il catalogo originale senza portarsi in casa i canali lineari tradizionali come CNN o TNT, settori considerati in declino.
Paramount Skydance, però, non aveva nessuna intenzione di cedere il campo. Il gruppo guidato da David Ellison, figlio del cofondatore di Oracle Larry Ellison, azionista di maggioranza del colosso tecnologico e figura vicina all’amministrazione Trump, ha rilancio dopo rilancio, fino a portare l’offerta prima a 30 dollari per azione e poi all’attuale 31 dollari. A rendere la proposta ancora più solida, l’inclusione di garanzie eccezionali: una reverse termination fee da 7 miliardi di dollari nel caso in cui l’accordo saltasse per questioni antitrust, la copertura della penale da 2,8 miliardi che WBD dovrà versare a Netflix per la risoluzione del contratto preesistente, e una ticking fee di circa 650 milioni di dollari a trimestre per ogni ritardo nel completamento dell’operazione oltre settembre 2026.
Una garanzia personale da 40 miliardi di dollari firmata direttamente da Larry Ellison ha poi convinto definitivamente il board di Warner che l’offerta fosse credibile e realizzabile, nonostante l’elevato ricorso al debito, stimato in oltre 50 miliardi di dollari, avesse sollevato perplessità nelle fasi precedenti della trattativa.
Se gli azionisti di WBD approveranno l’operazione in sede assembleare, il voto è fissato per il 20 marzo 2026, nascerà uno dei gruppi mediatici più potenti al mondo. Paramount, già casa di Mission Impossible, Star Trek e del franchise televisivo di NCIS, acquisirà un catalogo sconfinato: dai maghi di Harry Potter ai supereroi DC con Batman e Superman, dai draghi di Game of Thrones agli hobbit del Signore degli Anelli. Il tutto con in dotazione il servizio streaming HBO Max e una delle emittenti di informazione più influenti al mondo, CNN.
Non mancheranno, però, gli ostacoli. L’unione di Paramount e Warner Bros. Discovery metterebbe insieme due dei cinque maggiori studi di Hollywood, i principali distributori cinematografici negli Stati Uniti e due reti di informazione concorrenti. Le autorità antitrust, a partire dal Dipartimento di Giustizia statunitense, potrebbero aprire un’istruttoria approfondita prima di dare il via libera definitivo all’operazione.



