Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, è stato protagonista di una gaffe riguardante il celebre artista Anish Kapoor. Durante un evento pubblico per la presentazione della nuova stazione della Linea 7 della Metropolitana di Napoli (Monte Sant’Angelo), progettata da Kapoor in collaborazione con lo studio londinese AL_A, De Luca ha ringraziato la “figlia” di Kapoor per la sua presenza e per le sue eccellenti capacità di traduzione. In realtà si tratta della sua compagna Oumaima Boumoussaoui: la coppia si è sposata nel 2023 a Venezia e nel 2024 ha avuto anche una figlia. La moglie del noto architetto e scultore parla correntemente l’italiano. Nota disegnatrice di gioielli, si è laureata in Economia aziendale all’Alma Mater di Bologna.
Ma chi è Kapoor? Anish Kapoor, scultore britannico di origini indiane, è una figura di spicco nel panorama artistico contemporaneo. Nato a Bombay il 12 marzo 1954 da padre indiano e madre ebrea irachena, Kapoor ha intrapreso un percorso artistico che lo ha portato a esplorare temi profondi come l’androginia, la sessualità e il rito, attraverso un uso innovativo della scultura.
Dopo aver studiato elettronica in Israele e arte in Inghilterra, influenzato dalle “macchine celibi” di Marcel Duchamp e dagli insegnamenti di Paul Neagu, Kapoor ha sviluppato un linguaggio artistico unico. Un viaggio in India nel 1979 ha segnato una svolta, portandolo a confrontarsi con le sue radici e a sviluppare la serie 1000 Names, caratterizzata da oggetti scultorei instabili.

La sua carriera è costellata di successi: dalla prima mostra a Parigi nel 1980, alla partecipazione alla XLIV Biennale di Venezia nel 1990 come rappresentante della Gran Bretagna, fino alla vittoria del Turner Prize nel 1991. Kapoor ha ricevuto numerose commissioni pubbliche e private, utilizzando una varietà di materiali, dal marmo di Carrara al granito, dall’ardesia all’arenaria. Una delle caratteristiche distintive delle sue opere è l’uso di superfici riflettenti, specchi deformanti che annullano l’immagine e creano un senso di disorientamento, come in Double Mirror (1997), Turning the World Upside Down (1995) e Suck (1998).
Il “vuoto” è un altro tema ricorrente nelle sue sculture, ed è esplorato attraverso opere che sembrano scomparire in pareti o pavimenti, destabilizzando la percezione dello spazio fisico e mettendo in discussione la solidità della materia. Questo concetto si manifesta in modo spettacolare in opere come Void Field e Ghost del 1989, ma anche nella stazione di Monte Sant’Angelo appena inaugurata: il lavoro di Kapoor, denominato La Bocca, consiste nella realizzazione delle due monumentali sculture che impreziosiscono gli ingressi, una in acciaio corten e l’altra in alluminio liscio.
“Nella città del Vesuvio e del mitico ingresso all’Inferno di Dante, ho ritenuto importante cercare di affrontare il significato reale dell’andare sottoterra. L’idea era quella di rivoltare il tunnel come un calzino. Naturalmente, questo si ricollega al mio interesse nel capovolgere lo spazio. Una scala mobile che scendeva mi sembrava perfetta”, ha spiegato lo stesso Kapoor.

Il colore gioca un ruolo fondamentale nell’opera di Kapoor. Dall’intenso blu di Prussia, utilizzato per smaterializzare le forme e creare un senso di levitazione, al rosso, simbolo di passione e vitalità, fino al controverso Vantablack, il materiale più nero del mondo (almeno fino al 2019) di cui Kapoor ha acquisito i diritti esclusivi per l’uso artistico. Questa scelta ha generato un dibattito nel mondo dell’arte, sollevando questioni sull’appropriazione dei materiali e sulla libertà di espressione artistica. La sua abilità nell’utilizzare i pigmenti, con un chiaro richiamo all’immaginario cromatico indiano, conferisce alle sue opere una luminosità quasi propria, in un continuo gioco di contrasti tra luce e oscurità.
Tra le sue opere più celebri spicca il Cloud Gate, la monumentale scultura a forma di fagiolo situata nel Millennium Park di Chicago. Quest’opera, realizzata in acciaio inossidabile, riflette il paesaggio circostante e il cielo in un’unica superficie, creando un’esperienza visiva ipnotica e coinvolgente.
Anish Kapoor continua a sperimentare con materiali e tecniche innovative, esplorando i confini tra scultura, architettura e percezione sensoriale. Le sue opere, enigmatiche e suggestive, invitano lo spettatore a confrontarsi con le proprie percezioni e a interrogarsi sul rapporto tra l’uomo e lo spazio che lo circonda.



