Close Menu
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
Home » Cultura » Chi ha scoperto la Venere di Milo? L’incredibile storia della statua dedicata alla dea della bellezza

Chi ha scoperto la Venere di Milo? L’incredibile storia della statua dedicata alla dea della bellezza

La Venere di Milo è stata scoperta nel 1820 sull’isola greca di Milos. Il suo scopritore fu un contadino greco che la trovò in una cavità.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino8 Aprile 2025
Facebook WhatsApp Twitter Telegram
venere di milo dettaglio
Venere di Milo dettaglio (fonte: Unsplash)

La Venere di Milo fu scoperta l’8 aprile 1820 sull’isola di Milos, nel Mar Egeo. E fin qui, nulla di particolarmente eclatante se si eccettua per un particolare: l’autore del ritrovamento fu Yorgos Kentrotas, un contadino greco che, mentre lavorava nei pressi delle rovine di un’antica città vicino al villaggio di Tripiti, si imbatté in una cavità sotterranea. All’interno si trovavano frammenti di una statua in marmo bianco, poi identificata come una rappresentazione di Afrodite, la dea greca dell’amore e della bellezza (chiamata Venere dai Romani).

Il caso volle che, al momento della scoperta, sull’isola si trovassero anche ufficiali della marina francese, tra cui Olivier Voutier, un giovane ufficiale che riconobbe immediatamente l’importanza del ritrovamento. Fu lui a segnalare la scoperta alle autorità francesi, contribuendo in modo determinante al suo trasferimento in Francia.

La statua fu acquistata ufficialmente da Jules Dumont d’Urville, capitano della nave francese Chevrette, e successivamente donata al re di Francia Luigi XVIII, che la collocò nel Museo del Louvre nel 1821. Ancora oggi è conservata lì, diventando uno dei simboli più noti dell’arte classica a livello mondiale.

venere di milo
La Venere di Milo (fonte: Unsplash)

Il trasporto della Venere di Milo fu oggetto di tensioni politiche tra Francia e Impero Ottomano, che controllava all’epoca la Grecia. Secondo alcune fonti, l’acquisizione fu anche un’operazione diplomatica, usata per accrescere il prestigio culturale della Francia post-napoleonica.

Per molti anni si è creduto che la Venere di Milo fosse opera di Prassitele, scultore ateniese del IV secolo a.C., per via della sua grazia e compostezza classica. Tuttavia, oggi l’attribuzione più accettata è quella ad Alessandro di Antiochia, uno scultore del periodo ellenistico (II secolo a.C.).

Questa attribuzione si basa su un’iscrizione ritrovata insieme alla statua, successivamente andata perduta, che riportava il nome dello scultore. La datazione al 150-130 a.C. è confermata anche da criteri stilistici, come la torsione del busto e la posa dinamica, tipici dell’arte ellenistica.

La statua è alta circa 2,04 metri ed è realizzata in marmo pario, noto per la sua finezza. Il corpo è scolpito con straordinaria precisione anatomica, con una torsione del busto che suggerisce movimento e sensualità.
Le braccia mancanti, di cui non si è mai avuta certezza circa la posizione originaria, sono parte del fascino misterioso della scultura. Secondo una teoria, Afrodite reggeva con una mano il drappo che le scivola sui fianchi e con l’altra un pomo, simbolo del giudizio di Paride. Tuttavia, non esistono testimonianze iconografiche certe.

 

In primo piano
Condividi. Facebook WhatsApp Twitter Telegram Email

Potrebbero interessarti anche

Mosè illuminiato da un raggio di sole

Mosè con le corna? L’incredibile errore che ha ingannato il mondo per 1000 anni: non è come sembra

12 Marzo 2026
Alessandro Magno

Bruciò Persepoli, ma per l’Iran era sangue reale: la storia di Alessandro Magno come non te l’hanno mai raccontata

4 Marzo 2026
Uno scorcio della Thailandia

In Thailandia non è mica il 2026: questa nazione vive già nel futuro (per un motivo storico)

3 Marzo 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contatti
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CultWeb.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto Credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.