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Home » Cultura » Era stato rinviato due volte, ora No other land arriva su Rai3 il 15 novembre in prima serata

Era stato rinviato due volte, ora No other land arriva su Rai3 il 15 novembre in prima serata

Il progetto nasce dalla collaborazione dell'attivista palestinese Basel Adra e del giornalista israeliano Yuval Abraham.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti14 Novembre 2025
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Una scena di No other
Una scena di No other land (fonte: Wanted)
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Dopo due rinvii che hanno sollevato interrogativi e polemiche, il documentario No other land sarà finalmente trasmesso dalla Rai. L’appuntamento è fissato per il 15 novembre su Rai 3 alle 21:20, salvo ulteriori sorprese dell’ultimo momento. La pellicola, premiata con l’Oscar come miglior documentario lo scorso marzo, racconta una storia di resistenza quotidiana e amicizia in uno dei territori più contesi al mondo.

Il film documenta la vita nel piccolo villaggio di Masafer Yatta, in Cisgiordania, un’area scelta dalle autorità israeliane per diventare un poligono di tiro e un centro di addestramento militare. Questa decisione ha comportato l’ordine di distruggere le abitazioni delle comunità palestinesi presenti sul territorio e di sfollare gli abitanti. No other land testimonia questa progressiva cancellazione delle strutture considerate abusive dal governo di Tel Aviv.

Le immagini della distruzione riprese dal documentario No other land
Le immagini della distruzione riprese dal documentario No other land – Fonte: Antipode films

La forza narrativa del documentario risiede nella sua genesi collaborativa. Il progetto, infatti, nasce dai filmati realizzati tra il 2019 e il 2024 dall’attivista palestinese Basel Adra, che ha documentato quotidianamente gli eventi a Masafer Yatta. I suoi video hanno attirato l’attenzione del giornalista israeliano Yuval Abraham, che ha deciso di unirsi a lui nel racconto di quanto stava accadendo. Questa collaborazione tra un palestinese e un israelino, dunque, diventa essa stessa parte del messaggio del film.

La distribuzione internazionale del documentario è stata resa possibile grazie al patrocinio di Amnesty International e al sostegno di Medici Senza Frontiere, due organizzazioni che hanno riconosciuto il valore testimoniale della pellicola. Il riconoscimento agli Oscar, poi, ha ulteriormente amplificato la portata del messaggio contenuto nel film.

Il percorso verso la trasmissione televisiva italiana, però, si è rivelato però tutt’altro che lineare. La prima data prevista era il 7 ottobre, in occasione del secondo anniversario dell’attacco terroristico di Hamas contro lo Stato di Israele. Poco dopo l’annuncio, la messa in onda è stata sospesa e la Rai ha sostituito il documentario con uno speciale informativo sulla situazione in Medio Oriente.

Un secondo tentativo di programmazione è stato fissato per il 21 ottobre, questa volta sulla piattaforma Rai Play. Anche in questo caso la trasmissione è stata rinviata. Adriano De Maio, direttore cinema e serie tv Rai, ha fornito una spiegazione ufficiale del secondo slittamento, dichiarando che la prevista collocazione del 21 ottobre non era in sintonia con il clima di speranza per la pace recentemente firmata. De Maio, inoltre, ha aggiunto di aver chiesto di rinviare la trasmissione a un momento più stabile, affinché il pubblico potesse apprezzare la storia di amicizia e convivenza raccontata dal documentario.

La scelta di trasmettere ora No other land, comunque, rappresenta un’opportunità per il pubblico italiano di confrontarsi con una narrazione complessa e sfaccettata di uno dei conflitti più lunghi e irrisolti della storia contemporanea. Il documentario offre uno sguardo diretto sulle conseguenze umane delle decisioni politiche e militari, attraverso gli occhi di chi vive quotidianamente quella realtà. La stessa che non verrò certo risolta o archiviata con una pace formale, forse, ma non sostanziale.

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