Se pensate che preparare il cenone sia l’attività più importante della vigilia, non siete mai stati in Norvegia. Qui, prima di sedersi a tavola, ogni famiglia compie un rito bizzarro e antichissimo: nascondere tutte le scope e i moci della casa nel luogo più sicuro e meno raggiungibile possibile, spesso chiudendoli a chiave in cantina o in un ripostiglio. Il motivo? Un’antica credenza popolare legata al folklore scandinavo, secondo la quale la notte di Natale coincide con il momento in cui streghe e spiriti malvagi escono allo scoperto in cerca di guai.
Secondo la tradizione, queste creature soprannaturali vagano nel cielo invernale e hanno bisogno di un mezzo di trasporto per compiere le loro scorribande. Quale mezzo migliore di una scopa trovata in un corridoio? Per evitare che una strega “prenda in prestito” lo strumento di pulizia di casa per volare via e gettare il malocchio sul vicinato, i norvegesi preferiscono non correre rischi.

Nonostante la Norvegia sia oggi uno dei paesi più moderni e secolarizzati al mondo, questa usanza è rimasta viva come forma di gioco e rispetto per le radici culturali, trasformandosi in una sorta di caccia al tesoro al contrario che diverte molto i bambini.
In alcune regioni, il rito è accompagnato dal divieto assoluto di fare pulizie durante la notte del 24 dicembre: usare la scopa significherebbe invitare la sfortuna a entrare. È un esempio affascinante di come il folklore pre-cristiano si sia fuso con le festività moderne, creando un’atmosfera carica di mistero e magia. Nascondere la scopa è diventato un simbolo di protezione del focolare domestico, un modo per dire che, almeno per una notte, le preoccupazioni del mondo esterno (e gli spiriti dispettosi) devono restare fuori dalla porta, permettendo alla famiglia di godersi la pace del Natale senza interferenze “volanti”.



