Un prezioso braccialetto d’oro, appartenuto al faraone Amenemope e risalente a circa 3000 anni fa, è misteriosamente scomparso dal Museo Egizio del Cairo, scatenando una caccia all’oggetto in tutto il paese. Le autorità egiziane hanno lanciato l’allarme dopo aver constatato la scomparsa del reperto dal laboratorio di restauro del museo.
Il braccialetto, di inestimabile valore storico e artistico, era decorato con perline di lapislazzuli, una pietra preziosa di colore blu intenso con venature dorate, molto apprezzata nell’antico Egitto per la sua associazione con le divinità e i suoi presunti poteri curativi. Il re Amenemope, un faraone della XXI dinastia, governò l’Egitto dal 993 al 984 a.C. e fu originariamente sepolto nella modesta tomba a camera singola NRT IV nella necropoli reale di Tanis, nel delta orientale del Nilo. Anni dopo la sua sepoltura, il suo corpo fu riseppellito accanto a Psusennes I, uno dei re più potenti del periodo. La sua tomba fu riscoperta nel 1940.
Il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano ha diffuso la foto del braccialetto a tutti gli aeroporti, porti marittimi e valichi di frontiera terrestri del paese per impedire il contrabbando del reperto all’estero. Il direttore generale del museo ha precisato che alcune immagini di un braccialetto circolate sui social media non ritraevano l’oggetto rubato, ma un altro esposto al museo.

L’annuncio della scomparsa è stato volutamente ritardato per non compromettere le indagini. Un comitato specializzato sta ora inventariando e revisionando tutti i manufatti conservati nel laboratorio di restauro del museo per accertare che non manchino altri oggetti. Il monile faceva parte di una collezione di manufatti in preparazione per essere trasportati in Italia per la mostra “Tesori dei faraoni”, prevista a Roma a partire dal mese prossimo.
Christos Tsirogiannis, archeologo forense dell’Università di Cambridge specializzato nel traffico internazionale di antichità e opere d’arte, ha commentato che la notizia della scomparsa non è sorprendente, dato il florido mercato nero di questi oggetti. Ha ipotizzato diversi scenari: il braccialetto potrebbe essere stato rubato per essere rivenduto online o in gallerie private, oppure fuso per ricavarne l’oro.
Potrebbe anche finire in una collezione privata, dove il collezionista, pur consapevole della provenienza illecita, lo terrebbe nascosto. Infine, non si esclude la possibilità che venga restituito o ritrovato nelle vicinanze del museo, come già accaduto in passato, soprattutto durante la Primavera Araba.



