Pensate che il curling sia uno sport moderno? Vi sbagliate di grosso. Questa disciplina, che sta conquistando il pubblico delle Olimpiadi di Milano e Cortina, affonda le sue radici in un passato lontanissimo. Gli storici concordano nel collocare la nascita del curling in Scozia durante il Quattrocento, ma le prove della sua diffusione in Europa arrivano direttamente da due straordinari dipinti rinascimentali.
L’autore è Pieter Bruegel il Vecchio, maestro fiammingo del Cinquecento, che ha lasciato testimonianza visiva di questo gioco sul ghiaccio in due delle sue opere più celebri.
Il primo capolavoro risale al 1565 e si intitola “Cacciatori nella neve”. Conservato al Kunstmuseum di Vienna, il principale museo della capitale austriaca, mostra in primo piano alcuni cacciatori con i loro cani che attraversano una collina innevata. Ma è lo sfondo a catturare l’attenzione: su un lago completamente ghiacciato si intravedono figure scure che maneggiano grosse pietre e bastoni. Anche gli studiosi d’arte riconoscono in quella scena una vera e propria partita di curling.

L’anno seguente, il 1566, Bruegel dipinse “Paesaggio invernale con trappola per uccelli”, oggi esposto al museo di Belle Arti di Bruxelles. Qui la composizione dedica ampio spazio a un corso d’acqua gelato immerso nella tipica luce pallida dell’inverno. Numerose persone popolano la superficie ghiacciata, impegnate con bastoni e pietre che ricordano in modo sorprendente quelle utilizzate dai giocatori contemporanei.
Questi dipinti dimostrano che già nel sedicesimo secolo il curling aveva conquistato vaste zone d’Europa, trasformandosi da passatempo locale scozzese a fenomeno diffuso. Non si trattava quindi di uno sport di nicchia, ma di un’attività popolare praticata comunemente durante i rigidi inverni del Nord Europa.
Oggi molti considerano il curling uno sport curioso o addirittura stravagante, eppure può vantare origini antichissime e l’onore di essere stato immortalato da uno dei più grandi pittori della storia dell’arte. I suoi giocatori del passato sono finiti direttamente nelle sale dei musei più prestigiosi del mondo, accanto a re, santi e battaglie epiche. Una storia che rende questo sport ancora più affascinante da seguire sulle piste olimpiche di oggi.
