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Home » Cultura » Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, un amore “esistenzialista”

Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, un amore “esistenzialista”

Nell'anniversario della morte di Jean-Paul Sartre vi raccontiamo del suo amore per Simone de Beauvoir, che sfidò ogni forma di conformismo.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene15 Aprile 2025
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Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir
Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir (fonte: David E. Scherman - Getty)

Tra le coppie più famose del mondo della letteratura, la più importante fu probabilmente quella formata dagli scrittori Jean-Paul Sartre, padre dell’esistenzialismo, e Simone de Beauvoir, icona del femminismo moderno oltre che autrice di successo. Il loro fu un legame intenso e indissolubile per 51 lunghi anni, che essi trascorsero insieme pur non convivendo mai, e fu spezzato solo dalla morte di Sartre il 15 aprile 1980, ossia esattamente 45 anni fa.

Sartre e De Beauvoir, nati rispettivamente nel 1905 e nel 1908, si incontrano per la prima volta nel 1929 alla Facoltà di Filosofia della Sorbonne di Parigi, che entrambi frequentano con interesse e con profitto. Tra i due nasce subito un’intesa profonda, alimentata dai tanti interessi in comune e soprattutto dal un forte anticonformismo; questa intesa sboccia ben presto in un’attrazione reciproca, portandoli a diventare una coppia dopo il 1939. Si tratta dell’anno dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, che ben presto costringe Sartre ad arruolarsi e presentarsi al fronte; poco tempo dopo egli viene catturato dai Tedeschi e inviato in un campo di concentramento per soldati nemici.

Durante la prigionia Sartre non si perde d’animo, e oltre a scrivere l’opera Bariona o il figlio del tuono, scrive anche delle sentite lettere all’amata compagna, a cui confida: “siete voi che mi permettete di immaginare qualsiasi avvenire in questa vita“. Nel 1941 si rifiuta di arruolarsi nell’esercito collaborazionista del governo di Vichy, e poco dopo riesce a farsi liberare facendosi passare illegalmente per civile. Iniziano per Jean-Paul gli anni della Resistenza, che condivide con Simone nel gruppo “Socialismo e libertà”.

Dopo la fine del conflitto i due compiono numerosi viaggi insieme, sia per perseguire le loro rispettive carriere letterarie sia per impegnarsi direttamente in alcune cause particolarmente sentite: Simone diventa una convinta attivista per i diritti civili della donna e prende posizione anche sull’aborto e sui principali conflitti che affliggono vari Paesi in quegli anni. Insieme a Jean-Paul prende parte a diversi comitati e movimenti per combattere l’imperialismo americano e per il rilascio del poeta turco e comunista Nazım Hikmet; nel 1960 entrambi partecipano alla manifestazione pubblica a L’Avana in cui viene scattata la foto più celebre di Che Guevara.

Simone de Beauvoir depone una rosa sulla bara del compagno di una vita Jean-Paul Sartre
Simone de Beauvoir depone una rosa sulla bara del compagno di una vita Jean-Paul Sartre (fonte: The Vision)

Nonostante i due scrittori e intellettuali siano ormai una coppia consolidata, il loro rapporto è tutt’altro che convenzionale: spinti dal profondo anticonformismo che li ha sempre animati (e che spingerà Sartre a rifiutare il premio Nobel per la letteratura nel 1964), essi si rifiutano di sposarsi e persino di vivere sotto lo stesso tetto, all’insegna della massima indipendenza individuale; si incontreranno molto più volentieri nei vari caffè di Parigi, primo fra tutti il famosissimo Café de Flore, per le loro conversazioni più o meno intime. Il loro disprezzo per l’istituzione del matrimonio li porta anzi a stipulare un contratto, che rinnovano ogni due anni, che presenta una sola clausola: infedeltà reciproca e manifesta, espressamente prevista e ineluttabile, percepita come un’assicurazione contro le menzogne, i sotterfugi, le ipocrisie del matrimonio borghese. Il loro legame è in questo senso aperto, e li porta non di rado a condividere amanti.

L’incantesimo lungo 51 anni si spezza la sera del 15 aprile 1980, quando Jean-Paul Sartre muore di edema polmonare dopo un lento e inesorabile declino fisico durato una ventina d’anni. Rifiutati i funerali di Stato proposti dal Presidente francese, i familiari lo fanno seppellire al cimitero di Montparnasse invece che nella tomba di famiglia di Père-Lachaise, rispettando così le ultime volontà dello scrittore. Simone, travolta dal dolore, compone la cronaca La cerimonia degli addii in cui racconta gli ultimi anni dell’uomo amato; atea convinta proprio come lui, lo ricorda dicendo: “La sua morte ci separa. La mia morte non ci riunirà. È così; è già bello che le nostre vite abbiano potuto essere in sintonia così a lungo“. Simone de Beauvoir morirà quasi esattamente 6 anni dopo di lui, il 14 aprile 1986, e verrà sepolta a Montparnasse al suo fianco.

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