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Home » Cultura » La quarta piramide di Giza esiste e contiene 100.000 reperti: è il Grand Egyptian Museum, appena aperto al pubblico

La quarta piramide di Giza esiste e contiene 100.000 reperti: è il Grand Egyptian Museum, appena aperto al pubblico

Il Grand Egyptian Museum, il più grande museo archeologico del mondo, apre con 100.000 manufatti e 5.000 tesori inediti di Tutankhamon vicino alle piramidi di Giza.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene5 Novembre 2025
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L'ingresso principale del Grand Egyptian Museum
L'ingresso principale del Grand Egyptian Museum (fonte: Richard Mortel, CC BY 2.0 / Wikimedia Commons)
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Dopo due decenni di lavori e un investimento stimato di 1,2 miliardi di dollari, il Grand Egyptian Museum ha aperto ufficialmente le porte al pubblico martedì 4 novembre 2025, pochi giorni dopo la cerimonia inaugurale di sabato 1 novembre. Considerato il più grande museo archeologico al mondo dedicato a una singola civiltà, la struttura si trova a soli 2 chilometri dalle piramidi di Giza e a 8 chilometri dalla capitale Cairo.

Il complesso si estende su una superficie totale di quasi 500.000 metri quadrati e ospiterà oltre 100.000 manufatti antichi provenienti dalle 30 dinastie dell’antico Egitto. Tra le attrazioni principali figurano la statua di re Ramses II alta 11,36 metri e vecchia di 3.200 anni, la collezione completa dei tesori di Tutankhamon e la “barca solare” di Khufu (Cheope), il faraone noto per aver costruito la Grande Piramide di Giza, considerata una delle imbarcazioni più antiche del mondo e risalente a 4.600 anni fa.

Il museo è stato ribattezzato la “quarta piramide” dell’altopiano di Giza, che ospita già tre piramidi risalenti a circa 4.500 anni fa: la Grande Piramide di Giza, la Piramide di Khafre (Chefren) e la Piramide di Menkaura (Micerino). I visitatori possono ammirare le piramidi direttamente dall’interno del museo, la cui architettura riprende la forma di un triangolo smussato che richiama la geometria delle piramidi stesse. Le pareti nord e sud dell’edificio sono allineate rispettivamente con la Piramide di Khufu e quella di Menkaura.

Il progetto architettonico, realizzato dallo studio irlandese Heneghan Peng, utilizza cemento color sabbia e pietra di alabastro traslucida, mentre la facciata principale è composta da pannelli di vetro smerigliato. Il complesso museale include l’edificio principale, un centro congressi, un cortile, un parco della Valle del Nilo, il Museo della Barca di Khufu e un centro di conservazione.

Il museo era stato annunciato nel 1992 sotto la presidenza di Hosni Mubarak dal ministro della Cultura Farouk Hosni, ma la costruzione è iniziata solo nel 2005. I lavori sono stati completati nel 2023 dopo numerosi ritardi causati dalle turbolenze politiche seguite alla Primavera Araba del 2011 e dalla pandemia di COVID-19. Alcune aree del museo avevano avuto un’apertura parziale nel 2024, con un periodo di prova che permetteva l’accesso a quattromila visitatori.

All’ingresso del museo, i visitatori sono accolti dalla monumentale statua di re Ramses II del peso di circa 83 tonnellate. Dal 1954 al 2006, la statua si trovava in piazza Ramses di fronte alla stazione ferroviaria principale del Cairo, prima di essere trasferita nella sua nuova sede. Per facilitare il trasporto, la statua è stata spostata in posizione verticale e in un unico pezzo su un veicolo appositamente progettato con 128 ruote, coprendo una distanza di 30 chilometri e richiedendo la chiusura temporanea delle strade.

La grande scalinata del Grand Egyptian Museum
La grande scalinata del Grand Egyptian Museum (fonte: Richard Mortel, CC BY 2.0 / Wikimedia Commons)

Oltre l’ingresso si trova la grande scalinata a sei piani, lungo la quale sono esposti circa 60 manufatti tra cui statue che onorano divinità, sarcofagi, colonne che testimoniano l’arte architettonica antica e stele incise con testi significativi. Il museo vanta 12 sale espositive permanenti principali, aperte lo scorso anno e organizzate sia per epoca storica, dal periodo predinastico fino all’epoca greco-romana, sia per tema, includendo società, regalità e credenze religiose.

Tra gli spazi espositivi più importanti del museo c’è la Galleria di Tutankhamon, un’area di 7.500 metri quadrati che presenta oltre 5.000 manufatti recuperati dalla tomba del giovane re salito al trono all’età di circa nove anni e che governò durante la Diciottesima Dinastia quasi 3.400 anni fa. Nonostante il suo breve regno, conclusosi con la morte improvvisa intorno ai 18 o 19 anni, Tutankhamon è uno dei faraoni più celebri, soprattutto grazie alla scoperta della sua tomba quasi intatta nel 1922 nella Valle dei Re, sulla sponda occidentale del Nilo di fronte alla città di Luxor.

I visitatori possono ammirare la sua maschera d’oro, il trono, il sarcofago, i carri e i gioielli, tutti presentati per ricreare l’atmosfera della sua camera funeraria reale. La collezione completa di Tutankhamon, composta da 5.398 pezzi, viene esposta per la prima volta nella sua interezza, insieme ad almeno 20.000 altri manufatti mai mostrati al pubblico prima d’ora.

Tra i pezzi restaurati ed esposti per la prima volta figurano anche la seconda barca solare di Khufu, la collezione della regina Hetepheres, madre del re Khufu, e la collezione di Yuya e Thuya, genitori della regina Tiye. Con uno spazio espositivo di circa 45.000 metri quadrati, il Grand Egyptian Museum si posiziona come il sesto museo più grande al mondo per area espositiva, dopo il Louvre di Parigi con 72.735 metri quadrati, il Museo Statale dell’Ermitage di San Pietroburgo con 66.842 metri quadrati, il Museo Nazionale della Cina a Pechino con 65.000 metri quadrati, il Metropolitan Museum of Art di New York con 58.820 metri quadrati e il Museo del Prado di Madrid con 47.700 metri quadrati.

Il museo ospiterà anche gallerie per mostre temporanee e speciali, un museo per bambini e schermi virtuali e di grande formato, per un’area totale di 32.000 metri quadrati. La costruzione è stata realizzata da una joint venture tra l’egiziana Orascom Construction e il gruppo belga BESIX. Il turismo rappresenta una fonte primaria di valuta estera per l’Egitto: nel 2024 un numero record di 15,7 milioni di turisti ha visitato il paese, e il settore viaggi e turismo ha contribuito per circa l’8 per cento al prodotto interno lordo nazionale, secondo cifre ufficiali.

Il primo giorno di apertura, il 4 novembre, il museo ha registrato 18.000 visitatori. Il Grand Egyptian Museum sarà collegato alla futura stazione Pyramids della Linea 4 della metropolitana del Cairo, attualmente in costruzione, facilitando ulteriormente l’accesso a quella che si preannuncia come una delle destinazioni culturali più importanti al mondo.

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