Sebbene i segni zodiacali possano sembrare una pratica moderna, l’astrologia ha profondamente plasmato le civiltà attraverso i millenni, continuando a fornire indicazioni alle nuove generazioni in cerca di chiarezza e di una guida.
In pochi, infatti, sanno che La pratica dell’astrologia ha avuto origine nell’antica Mesopotamia nel secondo millennio avanti Cristo. Fin dal 3000 avanti Cristo in questa regione si facevano previsioni in base alla posizione del Sole, della Luna e dei cinque pianeti più vicini alla Terra. Nella città di Babilonia, poi, le stelle e i pianeti venivano utilizzati per interpretare i presagi degli dei.
Solo poche persone, però, erano considerate qualificate per fare queste interpretazioni. I sacerdoti babilonesi avevano il compito di descrivere nei dettagli l’impatto dei corpi celesti sulla società, in particolare sul re e sullo Stato. Una pratica, questa, testimoniata dall’Enuma Anu Enlil, una serie di 70 tavolette cuneiformi che contengono circa 7.000 presagi celesti.

I babilonesi svilupparono anche 12 segni astrologici intorno al IV secolo avanti Cristo, dividendo il cielo che circondava l’osservatore, lo zodiaco, in dodici sezioni. In ognuna di queste si trovava una costellazione. Ogni mese il Sole, nel suo moto apparente intorno alla Terra, ne attraversava una diversa.
Sono stati, però, gli antichi greci a dare a questi 12 segni zodiacali il nome di costellazioni e a collegarli a date specifiche in base al loro allineamento con l’orbita solare. Questi segni sono Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci. La parola zodiaco, poi, deriva dalla frase greca zōdiakos kyklos, che significa cerchio degli animali.
A ogni segno sono state attribuite caratteristiche legate sia al simbolo del segno sia all’evoluzione psicologica legata al mutare delle stagioni. L’Ariete, ad esempio, rappresenta l’impetuosità del risveglio della primavera, il Cancro la fecondità dell’estate, la Bilancia la calma dell’autunno e il Capricorno l’energia sotterranea dell’inverno. Il Leone simboleggia la potenza, mentre altri segni incarnano qualità specifiche legate alle loro rappresentazioni celesti.
Nonostante il contributo dei greci all’astrologia, però, gli oroscopi non erano diffusi nell’antica Grecia. L’attenzione, invece, si concentrava sull’uso delle stelle per entrare in contatto con gli dei attraverso la divinazione. Solo con il tempo, l’astrologia babilonese, che interpretava gli eventi celesti, si è fusa con le pratiche divinatorie greche, portando allo sviluppo di oroscopi più personalizzati.
In particolare Claudio Tolomeo, astrologo e astronomo di Alessandria d’Egitto, ha gettato le basi dell’astrologia occidentale nel suo testo Tetrabiblos, sottolineando l’aspetto individuale dell’interpretazione astrologica. È proprio qui che nasce il concetto di oroscopo personale, ovvero l’idea che le persone possano leggere e interpretare le stelle per conoscere la propria vita.
Nell’Europa del XIV secolo, gli astrologi diventano delle presenze piuttosto comuni presso le corti reali, dove forniscono regolarmente oroscopi personali ai monarchi. Questa pratica è così diffusa che Carlo V di Francia commissiona persino la traduzione di testi astrologici. Tuttavia, la reputazione dell’astrologia cambia durante i processi alle streghe del XV secolo in Inghilterra, periodo nel quale viene associata proprio alla stregoneria e al paganesimo.
Il Rinascimento segna una ripresa dell’interesse generale per l’astrologia a livello personale e filosofico. Nel mezzo di una revisione delle credenze cristiane e delle scienze naturali, fiorisce la pratica privata dell’astrologia. Ciò porta alla creazione di carte e calendari astrologici, eliminando le precedenti barriere linguistiche ed educative.
Un importante astrologo europeo, Leonhard Thurneisser, alle dipendenze di un principe tedesco, pubblica nel 1575 un libro intitolato Astrolabium che poteva essere utilizzato per creare oroscopi individuali con l’ausilio di grafici a ruota detti volvelle. Questo strumento rappresentava i movimenti celesti e le influenze planetarie, rendendo l’astrologia accessibile a un pubblico più ampio.
Tuttavia, la prevalenza dell’astrologia e degli oroscopi si affievolisce con l’avvento della Rivoluzione Scientifica e del successivo Secolo dei Lumi. Alla fine del XVII secolo, l’astrologia è praticata raramente, attendendo di tornare un voga nel mondo moderno, diventando parte integrante della cultura popolare contemporanea.
Nonostante si tratti di pseudoscienza, dunque, l’astrologia rimane uno strumento potente per tutte quelle persone che cercano una guida in un mondo sempre più imprevedibile, dimostrando come una pratica nata oltre 4000 anni fa continui a rispondere ai bisogni umani fondamentali di comprensione e orientamento.



