L’immagine del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e del segretario di Stato americano Marco Rubio che pregano insieme davanti al Muro del Pianto a Gerusalemme, è una delle più forti di queste ore concitate in cui l’IDF è pronto a lanciare l’invasione di Gaza, circondata dai tank con Stella di David fin dalle prime ore del mattino. Ma cos’è questo luogo simbolico? Il Muro del Pianto, noto anche come Muro Occidentale, è un luogo sacro per il giudaismo. Rappresenta l’ultimo frammento del Secondo Tempio di Gerusalemme, eretto nel 516 a.C. e distrutto dai Romani nel 70 d.C. sotto l’imperatore Tito. Quello che molti non sanno è che i suoi 60 metri visibili sono solo una piccola parte di una struttura ben più imponente: il muro si estende infatti per 488 metri, nascosto sotto le abitazioni del quartiere musulmano.

La distruzione del Tempio fu un evento traumatico per il popolo ebraico, ma il Muro Occidentale divenne ben presto un simbolo di speranza. La sua sopravvivenza fu interpretata come un segno della promessa divina di proteggere almeno una parte del Tempio, a testimonianza dell’alleanza con il suo popolo. Da allora, per oltre duemila anni, ebrei provenienti da tutto il mondo si recano al Muro per pregare, lasciare messaggi di speranza nelle sue fessure e chiedere l’arrivo del Messia, il ritorno degli esiliati e la ricostruzione del Tempio. Per questa ragione, durante il Medioevo, è nata la definizione “Muro del pianto”.
L’area di preghiera è divisa in due sezioni, una per gli uomini e una per le donne. Mentre gli uomini tradizionalmente pregano ad alta voce e cantano i salmi, dal 2013 anche le donne hanno ottenuto il diritto di pregare ad alta voce e utilizzare gli stessi simboli religiosi. In entrambe le aree sono disponibili copie della Torah e sedie per chi desidera pregare seduto.
Il Muro del Pianto è accessibile a tutti, indipendentemente dalla religione. I visitatori possono avvicinarsi, scattare foto e video, sempre nel rispetto dei fedeli in preghiera. L’unica eccezione è lo Shabbat, il giorno sacro ebraico, durante il quale non è consentito entrare nell’area di preghiera né utilizzare dispositivi elettronici. Assistere alle celebrazioni dello Shabbat al Muro del Pianto è un’esperienza unica, che permette di immergersi nell’atmosfera di fervore religioso e scoprire le tradizioni degli ebrei ortodossi.
Tra le curiosità legate al Muro del Pianto, ricordiamo che una volta che un messaggio scritto su un pezzo di carta tocca il muro, diventa sacro e non può essere distrutto. Due volte l’anno, questi messaggi vengono raccolti e sepolti sul Monte degli Ulivi. Inoltre, nel tunnel che collega la piazza del Muro al quartiere musulmano, sono presenti distributori automatici di Torah.
Per accedere alla piazza del Muro del Pianto è necessario sottoporsi a controlli di sicurezza. Gli uomini che desiderano entrare nell’area di preghiera maschile devono indossare una kippah, che viene fornita gratuitamente all’ingresso.



