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Home » Cultura » Perché Vincent Van Gogh si è tagliato l’orecchio?

Perché Vincent Van Gogh si è tagliato l’orecchio?

Vincent van Gogh si tagliò l’orecchio il 23 dicembre 1888 ad Arles durante una crisi mentale. Ecco come andarono le cose.
Francesca FiorentinoDi Francesca Fiorentino23 Dicembre 2024
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Van Gogh auto ritratto con Orecchio Bendato
Van Gogh autoritratto con orecchio bendato (fonte: Exibhart)

Il celebre pittore Vincent van Gogh si tagliò parte dell’orecchio sinistro il 23 dicembre 1888 ad Arles, in Francia, durante un momento di crisi mentale. Questo gesto fu scatenato da un litigio con l’amico e collega Paul Gauguin, aggravato dalla sua fragile salute mentale e dalla depressione.

In un momento di estrema instabilità mentale, si tagliò il lobo dell’orecchio sinistro con un rasoio. Questo evento, che suscitò incredulità e orrore, fu il culmine di un periodo di grande tensione, amplificato dal rapporto conflittuale con l’amico pittore Paul Gauguin e da gravi problemi di salute mentale. Van Gogh soffriva di allucinazioni, episodi di perdita di coscienza e una profonda depressione che lo accompagnò per tutta la vita.

Van Gogh nacque il 30 marzo 1853 nei Paesi Bassi e visse un’esistenza segnata da difficoltà e insuccessi. Dopo aver lavorato senza successo in una galleria d’arte e come predicatore, decise nel 1880 di dedicarsi completamente alla pittura. I suoi primi lavori riflettevano temi cupi e influenze dei minatori e dei contadini con cui aveva vissuto.

Nel 1886, si trasferì a Parigi, dove suo fratello Theo lo sostenne finanziariamente e lo introdusse a nuovi stili artistici e colleghi come Gauguin, Pisarro e Seurat. Questo periodo parigino illuminò la sua tavolozza e lo condusse a uno stile più vivace e colorato.

Un dettaglio del volto di Vincent Van Gogh
Un dettaglio del volto di Vincent Van Gogh (fonte: La Galleria Nazionale)

Nel 1888, Van Gogh si trasferì ad Arles, nel sud della Francia, con l’ambizione di fondare una colonia di artisti e alleviare il peso che rappresentava per Theo. Qui, dipinse alcune delle sue opere più celebri, inclusi i Girasoli. Quando Gauguin si unì a lui per collaborare, la convivenza tra i due artisti si rivelò difficile. Le loro divergenze artistiche e personali culminarono in un violento litigio la sera del 23 dicembre, quando Van Gogh, in un accesso di follia, minacciò Gauguin con un coltello per poi rivolgere l’arma contro se stesso.

Dopo essersi mutilato, Van Gogh avvolse la parte dell’orecchio tagliata e la consegnò a una donna in un bordello locale. Questo evento portò al suo ricovero in ospedale ad Arles e, successivamente, al suo ingresso volontario in un istituto psichiatrico a Saint-Rémy-de-Provence. Nonostante le frequenti crisi, questo periodo fu anche straordinariamente produttivo: qui dipinse capolavori come Notte stellata e Iris.

La sua salute mentale continuò a peggiorare. Nel maggio 1890 si trasferì ad Auvers-sur-Oise, vicino Parigi, dove cercò di riprendersi sotto la supervisione del medico Paul Gachet. Tuttavia, il 27 luglio 1890, Van Gogh si sparò al petto, probabilmente con l’intenzione di togliersi la vita, e morì due giorni dopo all’età di 37 anni.

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