Il mondo della cultura italiana piange la scomparsa di Stefano Benni, scrittore, giornalista e drammaturgo, avvenuta oggi all’età di 78 anni. Nato a Bologna il 12 agosto 1947, Benni trascorse la sua infanzia nell’Appennino, dove si guadagnò il soprannome “Lupo”, un’immagine che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita, riflettendo il suo spirito libero e indipendente.
Benni, pur avendo frequentato l’università, non si laureò mai, preferendo dedicarsi alla scrittura. Esordì nel 1976 con la raccolta di racconti “Bar Sport“, pubblicata da Mondadori. Quest’opera, ambientata nei bar di provincia, divenne un classico della letteratura umoristica italiana, grazie alla sua capacità di ritrarre situazioni comuni e personaggi grotteschi con uno stile surreale e ironico. In quel microcosmo si alternavano personaggi memorabili come il cinno, il professore, gli esperti di ogni genere e specie. A regnare su quel reame, la famigerata Luisona, la pasta puramente ornamentale che avrebbe “ucciso” chiunque l’avesse provata. Nel 1997 Feltrinelli pubblicò un seguito e nel 2011 ne fu tratto un film (in verità non brillante quanto il testo letterario).
La sua carriera proseguì con romanzi come “Terra!” e “Stranalandia”, pubblicati da Feltrinelli nei primi anni Ottanta. Nel 1987 arrivò un altro grande successo: “Il bar sotto il mare“, una raccolta di racconti fantastici ambientati in un immaginario bar di una città di mare. Seguì nel 1992 “La compagnia dei Celestini“, ambientato in un mondo immaginario ispirato all’Italia, che divenne un classico anche della letteratura per ragazzi e fu lo spunto per una delle più esilaranti sequenze di Santa Maradona, grazie allo straordinario Libero De Rienzo.
Tra le sue opere più recenti ricordiamo “Margherita Dolcevita” (2005), “Giura” (2020), il poema “Dancing Paradiso” (2019) e il docufilm autobiografico “Le avventure del Lupo” (2018).
Benni collaborò con numerose testate giornalistiche, tra cui L’Espresso, Panorama, Linus, Repubblica e il Manifesto. Scrisse anche opere teatrali, sceneggiature per il cinema e programmi televisivi, oltre a collaborare con il comico Beppe Grillo.
Da tempo Benni era malato e da anni non compariva in pubblico. Ricordato per il suo umorismo, la sua satira politica e la sua profonda sensibilità per le ingiustizie sociali, Benni lascia un vuoto certamente fisico, ma non nel cuore di lettrici e lettori che ameranno per sempre le sue indimenticabili storie.



