A 88 anni dalla scomparsa di Amelia Earhart, il governo degli Stati Uniti ha finalmente aperto i suoi archivi sul destino della leggendaria aviatrice. Il 14 novembre 2025, su ordine del Presidente Trump, gli Archivi Nazionali hanno pubblicato una vasta serie di documenti relativi alla sua sparizione sopra le acque del Pacifico.
Nata nel 1897, Amelia Earhart era già un’icona quando il suo aereo svanì nel nulla. La sua breve ma intensa carriera l’aveva resa l’eroina per eccellenza dell’età d’oro dell’esplorazione aerea. Fu la prima donna ad attraversare l’Atlantico in solitaria nel 1932, impresa che la catapultò nell’olimpo della celebrità, trasformandola in autrice di bestseller, figura di spicco del femminismo e amica fidata della First Lady Eleanor Roosevelt.
Il 20 maggio 1937 Earhart partì da Oakland, in California, per tentare di diventare la prima donna a circumnavigare il globo in aereo. Al suo fianco c’era Fred Noonan, 44 anni, il suo navigatore esperto. La coppia scomparve il 2 luglio 1937, dopo aver lasciato Lae, in Papua Nuova Guinea, per un volo di 4.000 chilometri con destinazione l’isola di Howland. Quella fu l’ultima volta che furono visti a bordo del loro bimotore Lockheed Electra.

La pubblicazione include 4.624 pagine di materiale, tra cui diari di bordo e resoconti delle navi militari statunitensi che parteciparono alla massiccia ricerca tra il 2 e il 18 luglio 1937. Nonostante la mole di materiale rilasciato, molti esperti di aviazione ritengono che la nuova documentazione difficilmente getterà una luce definitiva sul destino dell’aviatrice.
Il contatto radio con l’aereo si interruppe ore dopo la partenza, quando la pilota comunicò di essere a corto di carburante. Un drammatico messaggio del 4 luglio 1937, trasmesso dalla Guardia Costiera, comunicava a Earhart che si stava utilizzando ogni mezzo possibile per stabilire un contatto. Nonostante gli sforzi, non si rilevò nessun segnale. L’angoscia crebbe, alimentando il timore che il leggendario Lockheed 10-E Electra si fosse schiantato nelle acque infestate dagli squali al largo dell’isola di Howland.
Tuttavia, i ricercatori dell’International Group for Historic Aircraft Recovery hanno raccolto prove che indicano come i due morirono naufragando sul piccolo atollo corallino di Nikumaroro, nelle isole Kiribati del Pacifico occidentale. Una serie di spedizioni sull’isola ha portato alla luce quello che sembrava essere un vasetto di crema antiage degli anni Trenta, frammenti di vestiario, resti di ossa umane e un temperino simile a quello che Earhart portava con sé. È stato recuperato anche un pezzo di alluminio che potrebbe appartenere al loro aereo.
Il destino di Amelia Earhart e del suo navigatore resta, a distanza di quasi nove decenni, uno dei misteri più fitti e affascinanti del secolo scorso. Senza il ritrovamento di alcun relitto conclusivo, la sua scomparsa continua a stimolare spedizioni infruttuose e teorie sensazionali.



