Close Menu
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
  • Ambiente
    • Animali
  • Attualità
  • Cultura
    • Misteri
    • Storia
  • Lifestyle
    • Bellezza
    • Cibo
    • Moda
    • Sesso
    • Viaggi
  • Salute
    • Scienza
  • Spettacolo
  • Sport
  • Web
CultWeb.it
Home » Cultura » Storia » 94 anni di Settimana Enigmistica: ecco come un ingegnere sardo inventò il passatempo preferito degli italiani

94 anni di Settimana Enigmistica: ecco come un ingegnere sardo inventò il passatempo preferito degli italiani

Storia della Settimana Enigmistica, il cui primo numero uscì 94 anni fa: Lupe Vélez in copertina, prezzo di 50 centesimi e la nascita di un'icona editoriale italiana.
Gabriella DabbeneDi Gabriella Dabbene23 Gennaio 2026
Facebook WhatsApp Twitter Telegram
La Settimana Enigmistica
La Settimana Enigmistica (fonte: YouTube)

Il 23 gennaio 1932, ossia esattamente 94 anni fa, nelle edicole milanesi apparve per la prima volta una rivista destinata a diventare un’icona della cultura popolare italiana. La Settimana Enigmistica, fondata dall’ingegnere sardo Giorgio Sisini, conte di Sant’Andrea e grande ufficiale, nacque quasi per necessità economica in un piccolo appartamento preso in affitto da Sisini e dalla futura moglie, l’austriaca Idell Breitenfeld.

Il primo numero, composto da sole 16 pagine a fronte delle 48 attuali, costava appena 50 centesimi di lira e presentava ancora la testata in nero. Sulla copertina compariva un’immagine particolare: il volto dell’attrice e ballerina messicana Lupe Vélez, ottenuto sagomando le caselle nere del cruciverba. Questa soluzione grafica, ispirata al periodico austriaco Das Rätsel, fu mantenuta per 19 settimane, fino al 28 maggio dello stesso anno.

La principale fonte di ispirazione di Sisini fu proprio Das Rätsel, il giornale di enigmistica austriaco che fornì il modello per la nuova pubblicazione italiana. La sede storica della rivista si trovava a Milano in via Enrico Noè 43, prima di trasferirsi nella location attuale di Palazzo Vittoria, in piazza Cinque Giornate 10, dove si trova ancora oggi la direzione e la redazione.

Dal numero del 4 giugno 1932 arrivò la caratteristica foto in bianco e nero che sostituì il disegno: la prima raffigurava l’attore Maurice Chevalier, premio Oscar alla carriera nel 1959. Da quel momento venne stabilita una regola che persiste tuttora: i numeri pari ospitano un personaggio maschile in copertina, quelli dispari uno femminile. Le fotografie vengono posizionate sulla tabella del cruciverba seguendo una rotazione precisa in senso orario, partendo dall’angolo in alto a sinistra per proseguire con l’alto a destra, il basso a destra e infine il basso a sinistra.

Una delle carte vincenti giocate da Sisini fu la completa autosufficienza economica: l’ingegnere acquistò una cartiera, una tipografia e degli stabilimenti per la produzione di inchiostro, garantendo così il controllo totale della filiera produttiva. Questa scelta, unita alla decisione di non accettare pubblicità al suo interno se si esclude il periodo degli anni ’50 e ’60, rappresenta una caratteristica unica nel panorama editoriale italiano.

Negli anni ’40 arrivarono i celebri slogan che ancora oggi caratterizzano la rivista: “La rivista che vanta innumerevoli tentativi d’imitazione” compare sui numeri pari, mentre “La rivista di enigmistica prima per fondazione e per diffusione” si trova sui numeri dispari. In passato, al posto della parola “innumerevoli”, la rivista arrivò a numerare le imitazioni fino a quota 205, cifra poi evidentemente superata.

In quasi un secolo di pubblicazioni ininterrotte, La Settimana Enigmistica ha conosciuto solo due ritardi nella sua uscita settimanale. Il numero 607, previsto per il 21 agosto 1943, uscì il 4 settembre a causa delle “selvagge incursioni nemiche del 13 e del 16 agosto, che hanno devastato la nostra redazione e provocato danni gravissimi nella tipografia e nell’ufficio distribuzione”. Il numero 694 slittò invece dal 28 aprile al 14 luglio 1945, sempre a causa degli eventi bellici. In entrambe le occasioni la rivista si scusò formalmente con i lettori.

Dalla sua fondazione la rivista ha potuto contare sulla collaborazione dei più famosi enigmisti italiani, tra cui lo stesso Giorgio Sisini, che creò enigmi per i lettori sino agli ultimi giorni di vita. Tra i nomi più celebri spicca quello di Piero Bartezzaghi, i cui cruciverba a schema libero, ospitati solitamente a pagina 41, erano talmente complessi da essere rinominati dagli appassionati semplicemente “Il Bartezzaghi”. A lui si deve la modernizzazione del cruciverba per come lo conosciamo oggi: inserì infatti elementi innovativi come i riferimenti all’attualità, alla politica, oltre a neologismi e parole straniere.

L’ultimo restyling significativo della rivista risale al luglio 1995, quando fu introdotto il colore per alcuni giochi e la foliazione passò alle attuali 48 pagine. I caratteri tipografici attualmente utilizzati sono il Frutiger e il Times New Roman. In quella stessa occasione nacque Il Mese Enigmistico, inizialmente chiamato Il Blocco Enigmistico e poi rinnovato a maggio 2016, edizione antologica della Settimana che propone sia giochi della rivista principale sia alcune esclusive.

Dal 2014 La Settimana Enigmistica è scaricabile anche in formato digitale su tablet iPadOS, Android e Kindle, pur mantenendo inalterata la formula che l’ha resa celebre. Attualmente la rivista viene pubblicata ogni giovedì, mentre fino al 2 gennaio 2014 usciva ogni sabato. Può essere acquistata anche all’estero e ha superato i 4850 numeri pubblicati, con traguardi celebrati in modo speciale: il 22 novembre 2008 per i 4000 numeri, il 21 giugno 2018 per i 4500, e il 20 gennaio 2022 per il novantesimo anniversario, quando furono aggiunte otto pagine con giochi storici tratti dagli anni passati, incluso lo schema della copertina del primo numero.

Dopo la morte di Giorgio Sisini, la direzione venne assunta da Raoul de Giusti, dal 1987 al 2022 da Francesco Baggi Sisini, nipote del fondatore, e dal 2022 da Alessandro Bartezzaghi, figlio del celebre cruciverbista Piero. Sull’ultima pagina di ogni numero si può ancora leggere l’omaggio al fondatore: “Periodico fondato e diretto per 41 anni dal Cavaliere del Lavoro Gr. Uff. Dott. Ing. Giorgio Sisini, Conte di Sant’Andrea”.

Un dettaglio curioso riguarda l’espressione “Parole crociate”, comunemente utilizzata in Italia come sinonimo di cruciverba: si tratta di un marchio registrato dalla rivista. Il primo cruciverba apparso in Italia risale all’8 febbraio 1925, pubblicato sulla terza pagina de La Domenica del Corriere con il titolo “L’indovinello delle parole crociate”, ma fu La Settimana Enigmistica a trasformare questa passione in un fenomeno di massa duraturo.

Nel corso degli anni la famiglia editoriale si è ampliata: dal 2017 esce ogni giovedì La Settimana Enigmistica – i Sudoku, interamente dedicato a questa tipologia di gioco. Nel 2019 è nato Il Weekend Enigmistico, poi trasformato in La Settimana Corta nel 2020, con 24 pagine portate a 32 nel 2021 col nome La Settimana Enigmistica Corta. Nel 2023 si è aggiunto il mensile estivo La Vacanza Enigmistica, mentre nel 2024 è stato pubblicato il libro di 92 pagine Bar Vacanze.

La longevità della rivista è testimoniata da una linea editoriale rigida, improntata a un’estrema riservatezza e discrezione che non consente deroghe. Questa scelta, inaugurata fin dai primi anni e mantenuta per quasi un secolo, rappresenta probabilmente uno degli ingredienti principali del suo successo in un’epoca dominata dalla condivisione continua e dai social network. Con i suoi rebus, cruciverba, giochi a quiz e le rubriche ormai considerate storiche, La Settimana Enigmistica è riconosciuta indiscutibilmente come la pubblicazione dedicata all’enigmistica più famosa d’Italia, un vero e proprio pezzo di storia del paese che continua a resistere quasi immutata alle mode e alle rivoluzioni tecnologiche.

Condividi. Facebook WhatsApp Twitter Telegram Email

Potrebbero interessarti anche

sophie scholl

Chi era Sophie Scholl, la studentessa che sfidò Adolf Hitler con la forza di una rosa bianca

22 Febbraio 2026
busto di Karl Marx

Il Manifesto del partito Comunista spiegato facile: cosa chiedevano Marx ed Engels?

21 Febbraio 2026
Lina Merlin

Chi era Lina Merlin, la senatrice che chiuse le case di tolleranza

20 Febbraio 2026
Facebook X (Twitter) Instagram
  • Home
  • Chi siamo
  • Staff e redazione
  • Contatti
  • Disclaimer
  • Cookie Policy
  • Privacy Policy
© 2026 CultWeb.it proprietà di Digital Dreams s.r.l. - Partita IVA: 11885930963 - Sede legale: Via Alberico Albricci 8, 20122 Milano Italy - [email protected] | Foto Credits: DepositPhotos

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Digita qui sopra e premi Enter per cercare. Premi Esc per annullare.