Ann Lee nacque il 29 febbraio 1736 a Manchester, in un quartiere poverissimo chiamato Toad Lane, secondogenita di otto figli di un fabbro di nome John Lee. Non ricevette alcuna istruzione, rimase analfabeta per tutta la vita e lavorò fin dall’infanzia in una fabbrica tessile, prima come tagliatrice di velluto poi come aiutante ai telai. Morì il 8 settembre 1784 a Watervliet, nello stato di New York, a soli 48 anni. Nel mezzo, una vicenda umana e religiosa di straordinaria intensità che l’avrebbe trasformata nella guida spirituale di migliaia di persone, venerata dai suoi seguaci come la manifestazione femminile di Dio sulla terra. La sua storia vera ha ispirato il film di Mona Fastvold, Il testamento di Ann Lee.

Le origini degli Shakers: dalla Francia all’Inghilterra
Per capire chi fosse Ann Lee occorre risalire alle radici del movimento che la precedette. Gli Shakers affondano le proprie origini nei cosiddetti “profeti di Cévennes”, ugonotti protestanti perseguitati in Francia dopo la revoca dell’editto di Nantes da parte di Luigi XIV nel 1685. Costretti a scegliere tra l’abiura della propria fede e l’esilio, molti di loro si trasferirono in Inghilterra, dove inizialmente furono accolti con simpatia per solidarietà protestante. La luna di miele fu breve: il loro rifiuto radicale di ogni autorità costituita, sia civile che ecclesiastica, li rese scomodi anche in terra britannica, aprendo una nuova stagione di arresti e persecuzioni.
In questo contesto nacque e si sviluppò a Londra il gruppo dei cosiddetti “Quaccheri agitanti” (Shaking Quakers), una setta che si distingueva per uno stile di preghiera che prevedeva tremori estatici, danze, canti e glossolalia, il parlare in lingue. Il loro comportamento durante le funzioni religiose, così fisico ed espressivo, valse loro il soprannome di Shakers, ovvero “coloro che tremano”. Ann Lee si unì a questo gruppo nel 1758, all’età di circa 22 anni.
Il matrimonio infelice e le visioni in prigione
Nel 1762 Ann sposò Abraham Standerin, un fabbro. Il matrimonio fu infelice. I quattro figli nati da quella unione morirono tutti in tenera età, un dolore che segnò profondamente la donna e che, secondo gli storici, plasmò in modo decisivo la sua futura visione del celibato come condizione necessaria per la santità.
Non sono io che parlo è Cristo che abita in me.
Nel 1770 Ann venne arrestata dalle autorità inglesi a causa delle sue pratiche religiose ritenute blasfeme e disturbanti. Fu durante quella prigionia che riferì di aver ricevuto una serie di visioni rivelatori: il peccato originale risiedeva nella lussuria, e soltanto attraverso il celibato l’umanità avrebbe potuto ristabilire il rapporto con Dio. Da quel momento in poi il gruppo la riconobbe come propria guida spirituale e le attribuì il titolo di “Mother Ann”. La sua teologia aggiungeva un elemento inedito: Dio possedeva una natura duplice, maschile e femminile. Gesù aveva incarnato il principio maschile; Ann Lee incarnava quello femminile, completando così la Seconda Venuta di Cristo.
Il viaggio verso il Nuovo Mondo
Nel 1774 una nuova visione la convinse che il regno di Dio si sarebbe edificato non in Inghilterra, bensì nel Nuovo Mondo. Il 10 maggio 1774, a bordo della nave Mariah, Ann salpò per New York insieme a otto seguaci: il marito Abraham, il fratello William Lee, la nipote Nancy Lee e altri fedeli. Anche durante la traversata, tempestosa e pericolosa, Ann mantenne la calma dei suoi compagni proclamando di aver ricevuto la promessa angelica della loro salvezza.
Giunti in America, il gruppo si sistemò dapprima come domestici e lavoratori a giornata. Il marito la abbandonò poco dopo. Solo negli anni Settanta del Settecento il gruppo si stabilì stabilmente in una zona boschiva e paludosa a circa undici chilometri da Albany, nel territorio che sarebbe diventato la città di Watervliet: primo insediamento Shaker negli Stati Uniti d’America. Ann vi lavorò come serva, malata e sola, prima che la piccola comunità potesse riunirsi attorno a lei.
Miracoli, arresti e l’eredità spirituale
Nel 1780, mentre predicava durante il fenomeno atmosferico noto come il “Giorno Buio”, una combinazione di fumo da incendi boschivi e nuvole che oscurò il cielo di giorno, Ann guadagnò nuovi convertiti convinti che il suo annuncio della Seconda Venuta si stesse compiendo davanti ai loro occhi. Quello stesso anno fu arrestata con l’accusa di tradimento per il suo pacifismo e il rifiuto di prestare giuramento di fedeltà alla nazione. Rilasciata, intraprese tra il 1781 e il 1783 un lungo tour missionario nel New England, durante il quale ai suoi seguaci attribuirono guarigioni miracolose e profezie avverate.
Morì nel settembre 1784, probabilmente per le conseguenze fisiche di anni di persecuzioni e violenze subite. Quando il corpo fu riesumato negli anni Venti dell’Ottocento, si scoprì che il cranio recava una frattura, verosimilmente riconducibile a uno dei pestaggi subiti durante la vita. Dopo la sua morte, i seguaci si organizzarono in una chiesa diffusa in otto stati. Al culmine della loro espansione, nella seconda metà dell’Ottocento, gli Shakers contavano circa seimila aderenti distribuiti in diciannove comunità. Oggi restano pochissimi: soltanto due o tre membri vivono ancora nell’unico villaggio ancora attivo, quello di Sabbathday Lake nel Maine.
L’eredità culturale: dal design al cinema
Gli Shakers sono rimasti impressi nella memoria collettiva anche per ragioni non strettamente religiose. Il loro stile di vita austero ha prodotto un’estetica unica nell’arredamento, essenziale, funzionale, priva di ogni ornamento superfluo, che oggi i designer americani considerano un precursore del minimalismo contemporaneo. I loro mobili d’epoca raggiungono quotazioni elevate sul mercato dell’antiquariato.
Sul grande schermo, il film Il testamento di Ann Lee (2025), di Mona Fastvold, ora al cinema, ha debuttato in concorso all’82ª Mostra del Cinema di Venezia il 1° settembre 2025, ottenendo una standing ovation di quindici minuti. Amanda Seyfried interpreta Ann Lee in una performance definita dalla critica “la migliore della sua carriera”, che le è valsa una nomination ai Golden Globe e al Critics’ Choice Award come miglior attrice.



