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Home » Cultura » Storia » Cosa successe alla Conferenza di Yalta e come cambiò i destini del mondo?

Cosa successe alla Conferenza di Yalta e come cambiò i destini del mondo?

Ecco le decisioni cruciali prese dai "Tre Grandi" che hanno plasmato l'Europa del dopoguerra e dato il via alla Guerra Fredda.
Tiziana MorgantiDi Tiziana Morganti4 Febbraio 2025
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Un'immagine da Yalta
Un'immagine da Yalta (fonte: Forbes Italia)

Nel febbraio del 1945, mentre la Seconda Guerra Mondiale volge al termine, i leader delle tre grandi potenze alleate si incontrano nella località di Yalta, in Crimea, per decidere il futuro assetto geopolitico del mondo. L’incontro, noto come la Conferenza di Yalta, vede la partecipazione del presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt, del primo ministro britannico Winston Churchill e del leader sovietico Iosif Stalin. Le decisioni prese in quell’occasione sono destinate ad avere un impatto duraturo sulla storia mondiale, segnando l’inizio della Guerra Fredda e influenzando la divisione dell’Europa per decenni.

Una foto dei tre grandi del mondo a Yalta, Franklin Delano Roosevelt, Winston Churchill e Iosif Stalin
Una foto dei tre grandi del mondo a Yalta, Franklin Delano Roosevelt, Winston Churchill e Iosif Stalin – Fonte: Euronews

La conferenza si tiene dal 4 all’11 febbraio nel Palazzo Livadija, un’ex residenza dello zar Nicola II. L’obiettivo principale è delineare l’assetto del mondo postbellico, stabilire le zone di influenza e organizzare il nuovo ordine internazionale. Al termine del Congresso queste sono le decisioni prese, destinate a scrivere nuove pagine nella Storia Internazionale.

  • Divisione della Germania e Berlino
    Viene deciso che la Germania sarebbe stata divisa in quattro zone di occupazione controllate da Stati Uniti, Regno Unito, Unione Sovietica e Francia. Lo stesso criterio venne applicato a Berlino, la capitale, che sarebbe stata divisa in quattro settori.
  • Nascita delle Nazioni Unite
    Le tre potenze concordarono sulla creazione di una nuova organizzazione internazionale, l’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite), con lo scopo di mantenere la pace e prevenire futuri conflitti globali. Stalin accettò l’inclusione dell’Unione Sovietica nell’organizzazione e ottenne il riconoscimento di tre seggi separati per l’URSS e le sue repubbliche (Russia, Ucraina e Bielorussia).
  • Elezioni libere in Europa dell’Est
    E’stabilito che i territori liberati dalla Germania avrebbero dovuto organizzare libere elezioni per stabilire governi democratici. Tuttavia, questa promessa si rivela presto irrealizzabile, poiché l’Unione Sovietica consolida il proprio controllo sui paesi dell’Europa orientale instaurando regimi comunisti filorussi.
  • Guerra contro il Giappone
    Stalin accetta di entrare in guerra contro il Giappone entro tre mesi dalla sconfitta della Germania, in cambio di concessioni territoriali in Asia, tra cui il controllo della Manciuria e delle isole Curili.
  • Piano per la Polonia
    La questione polacca è stata tra le più dibattute. Si concorda, infatti, per la Polonia un governo di unità nazionale con all’interno i comunisti sostenuti dall’URSS e i membri del governo polacco in esilio a Londra. In realtà, la Polonia finisce sotto l’influenza sovietica, e la promessa di libere elezioni non viene mai rispettata.

Le decisioni prese a Yalta, dunque, hanno gettarono le basi per il nuovo assetto mondiale, ma hanno anche generarono tensioni tra le potenze alleate. Gli Stati Uniti e il Regno Unito, infatti, si rendono presto conto che l’URSS non avrebbe rispettato molte delle promesse fatte, portando così a una crescente sfiducia da cui prende forma la Guerra Fredda.

Il mondo, dunque, si troverà diviso in due blocchi: da una parte l’Occidente, guidato dagli Stati Uniti e caratterizzato da democrazie liberali e economie di mercato; dall’altra l’Unione Sovietica, con il suo sistema comunista e i regimi satelliti nell’Europa orientale. Questa divisione è destinata a durare per più di quattro decenni, fino alla caduta del Muro di Berlino nel 1989 e alla dissoluzione dell’URSS nel 1991.

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